Gianni Papasso, un solo nome: Cassano Sibari

Il 14 maggio alle ore 19 si è tenuto a Sibari il comizio elettorale del Candidato a Sindaco Gianni Papasso. Sul palco insieme al candidato i rappresentanti di alcune delle liste che compongono l’Alleanza Civica Democratica Riformista nata a sostegno della candidatura di Gianni Papasso a Sindaco di Cassano.

 

I cittadini di Sibari, intervenuti numerosi, hanno potuto ascoltare Cimbalo Ercole Demetrio rappresentate della lista “Progetto Sibari”, Bevilacqua Francesco detto Massimo della lista “La Mongolfiera”, Pennini Francesco Giuseppe della lista “Partito Democratico”, Graziadio Giuseppe del “Partito Socialista Italiano” e la signora Rosella Garofalo rappresentante della lista “Vento del Sud”.
Sul palco non poteva mancare l’imprescindibile Dramisino Giuseppe, entusiasta e fattivo coordinatore della lista “Progetto Sibari”.

 

Era presente anche la signora Comite Maria candidata per il “Partito Socialista Italiano”, la quale nonostante sia stata esclusa, per mero errore formale, dalla competizione elettorale ha voluto esserci per ribadire anche con la sua presenza il suo impegno a sostegno alla candidatura di Papasso Sindaco.

 

“Grazie all’uscente amministrazione Papasso ho visto chiudersi quella cerniera virtuale che lega Cassano a Sibari. Per la prima volta, finalmente, mi sono sentita cittadina dell’intero territorio. Un territorio magnifico che è patrimonio di tutti e che insieme dobbiamo tutelare e rilanciare”. Queste le parole accorate di Rosella Garofalo che hanno fatto seguito agli interventi non costruiti a tavolino ma “di pancia” degli altri candidati.

 

Il candidato a Sindaco Papasso ha parlato di un unico paese che per lui ha un nome solo: “Cassano Sibari”. Cassano non può fare a meno per il suo rilancio di Sibari che, di rimando, può prendere il volo solo partendo da Cassano.

 

“Quando parlo di Sibari – dice Papasso – non parlo solo di Sibari Centro o di Via Taranto ma di Lattughelle, Casone Laghi di Sibari, Spadelle, Bruscata Piccola e Grande, Marina di Sibari, il Parco Archeologico di Sibari. In breve parlo di tutte le contrade e dell’intera sua costa”.
“Abbiamo ereditato dalla vecchia amministrazione una Sibari dimenticata. Il degrado era tangibile. In tre anni abbiamo ripulito valloni, tolto erbe, rifatto strade e dato un volto nuovo a Marina di Sibari. Abbiamo portato l’acqua potabile nelle contrade che aspettavano questo intervento “urgente” da 40 anni”.

 

“Avevo detto durante la mia precedente campagna elettorale che Sibari doveva essere il centro dello sviluppo socio-economico-sociale e culturale di tutto il territorio comunale. Avevo sostenuto con forza la necessità di un “Progetto Sibari” che avesse una visione d’insieme dei quattro elementi trainanti della nostra economia: Turismo, Cultura-Beni Culturali, Agricoltura, Commercio. Avevo sognato Sibari “Sito mondiale della cultura” e “Sito europeo del turismo e del benessere”.

 

“Mi hanno accusato di essere un sognatore, un “tagliaerba”, il sindaco dei poveri. Ebbene io di questo vado fiero. Nessuno può negare che, in questi tre anni scarsi di amministrazione, con la mia squadra abbiamo fatto più del possibile affinché quei sogni si trasformassero in realtà. E i risultati sono gli occhi di tutti perché le opere e gli interventi fin qui realizzati sono tangibili e innegabili”.

 

Poi Papasso ha parlato di quanto ci sia ancora da fare, delle opere urgenti e improcrastinabili che per la brusca interruzione sua amministrazione si sono arenati. Ha parlato del danno che l’azione scellerata che ha portato alla sua destituzione da Sindaco arrecherà alla stagione balneare di imminente apertura. Ha illustrato in parte il programma elettorale della sua squadra, dei Fondi Europei, della palestra che vuole costruire per i bambini di Sibari. Il politico ha usato un linguaggio tecnico, l’uomo Papasso quello del cuore. “Ho anch’io le mie debolezze. Il 29 aprile alla presentazione dell’Alleanza che mi sostiene ho pianto”. Ha confessato Papasso con la umiltà che lo contraddistingue.

 

A noi hanno insegnato che solo l’uomo forte non si nasconde dietro inutili e insule maschere da macho. E sappiamo che chi non è capace di sognare, non sarà mai capace di immaginare un nuovo mondo possibile. E se non lo immagini, quel mondo non potrai mai realizzarlo. Gli uomini forti piangono, gli uomini forti sognano e quei loro sogni li inseguono con tenacia a dispetto di tutti e di tutti.

 

Il prossimo appuntamento con Gianni Papasso è per stasera, 15 maggio, alle ore 20 a Lauropoli. Vi aspettiamo.

 

Eleonora Gitto
Comitato Papasso Sindaco

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