Il peggio della politica: mutui, le bugie grossolane di Iacobini

Il candidato a Sindaco per il centrodestra Ivan Iacobini torna inopinatamente ad attaccare Gianni Papasso, sindaco uscente, sulla questione dei mutui.

“La storia infinita. Una campagna elettorale dovrebbe essere un momento centrale della vita politica di un paese. Un momento di alta politica. Si dovrebbe focalizzare l’attenzione sui programmi e sui progetti finalizzati allo sviluppo socio-culturale-economico della città. Invece con una punta di amarezza, continuo ad assistere, e a subire, a una valanga di frottole che mio malgrado, mi costringono a rispondere per motivi di chiarezza e, soprattutto di verità”.

Queste le parole del candidato a sindaco Gianni Papasso dopo la pubblicazione da parte Ivan Iacobini dell’ennesima “scorrettezza” sui mutui.

Ivan Iacobini fa apparire sulla su Facebook la foto di una pagina del bilancio di previsione del 2015 in cui è evidenziata in giallo la voce “Entrate derivanti dall’accensione prestiti”. Qui non si vuole dare certo lezione di contabilità pubblica, però si rimane sorpresi nel costatare la scarsa conoscenza del funzionamento di alcuni meccanismi basilari, quali finanziamenti e pagamenti di opere pubbliche, mutui, debiti e Patto di Stabilità. Che un cittadino comune non sia tenuto a conoscere i vincoli e le norme cui deve sottostare il governo di un Ente, è del tutto legittimo. E’ compito dell’ente pubblico, infatti, garantire al cittadino il diritto alla trasparenza e all’informazione. Ma che certi meccanismi possano sfuggire a chi si propone di governare il paese, è ingiustificabile e desta grandi perplessità.

E così accade che qualcuno prende la pagina di un bilancio di previsione 2015, documento non ancora approvato, ne estrapola una parte e senza fare le opportune verifiche, comincia a sparare a zero farneticando di mutui che, di fatto, non esistono. Abbiamo una notizia per chi continua a sgolarsi urlando “al mutuo, al mutuo”: quel mutuo di 7 milioni di euro tanto sbandierato non è stato mai richiesto. Non se ne trova traccia nel DUP ratificato con “delibera n. 11 del 30.04.2016” dal Commissario prefettizio, e non certo da Gianni Papasso che in quella data non faceva più il sindaco perché destituito il 3 novembre 2015, perché in fase di assestamento quella voce fu eliminata.
Nel DUP approvato, declinato in coerenza con il Patto di Stabilità, non solo non c’è traccia di questo o di altri mutui, ma nemmeno si trovano investimenti per altre opere pubbliche. E quanto qui affermato, può essere verificato da chiunque in qualsiasi momento.
Anche quando si accusa qualcuno bisognerebbe farlo con stile e intelligenza, non fosse altro per una questione di credibilità: può un candidato fare gaffes simili solo per infangare il nome dell’avversario? Possono i cittadini riporre la loro fiducia in chi mostra di non avere le carte in regola per gestire la res publica? Perché, nel caso specifico due sono le cose: o non si è incapaci di leggere le carte, oppure si sta mentendo sapendo di mentire. In entrambi i casi è evidente che in questo agire mancano quel minimo di competenza e di senso di responsabilità richiesto a chi è chiamato ad amministrarci.

“Entro fine anno 2015 – spiega il candidato Gianni Papasso - il Comune di Cassano finalmente avrebbe estinto un mutuo ventennale di un milione di euro. Questo significa che avremmo avuto in bilancio circa 850.000 euro a disposizione per le opere di prima urgenza. Avremmo potuto utilizzare tale somma, che si ripete non era un nuovo mutuo, per il rifacimento del sistema idrico fognario di Lauropoli, per alcuni interventi urgenti a Sibari, per la viabilità a Cassano e quant’altro”.

Fino al momento della prematura, e forzata, interruzione dell’amministrazione Papasso, dunque, non c’era mai stata l’intenzione da parte dell’Ente di contrarre nuovi mutui.

In ogni caso questa polemica sui mutui è sterile, strumentale e davvero di bassa lega. La politica del fare, così come ha sottolineato anche l’europarlamentare Andrea Cozzolino di recente ospite nella cittadina cassanese per sostenere la candidatura di Gianni Papasso a Sindaco di Cassano All’Ionio, non può prescindere dai mutui. “Trovatemi un Ente che non contrae mutui per fare opere di pubblica utilità”, ha detto Cozzolino. La politica sana, quella che fa capo a un amministratore oculato che sa programmare, che vuole fare del suo paese la capitale della cultura, riqualificare il suo territorio partendo dal centro storico, rifare strade, tenere il mare pulito costruendo e manutenendo i depuratori, che vuole rifare il sistema idrico-fognario, rilanciare il turismo e, quindi l’economia, dove li recupera le risorse? Intercettando i fondi che la comunità europea mette a disposizione? Sicuramente, quando questo è possibile.  La programmazione europea 2014 – 2020, per esempio non prevede finanziamenti per le infrastrutture perché le risorse sono state finalizzate ad altro (innovazione delle PMI, rilancio dell’occupazione, formazione, inclusione sociale, mobilità sostenibile, efficienza energetica ed economia digitale, ecc.). Perciò, l’accensione dei mutui, che un buon amministratore paga al tempo e nel modo giusto, rimane l’unica alternativa valida al “voler fare”.

Ma tutto questo Ivan Iacobini questo sembra non saperlo.

“Non tornerò più sull’argomento – spiega Papasso -. La gente di Cassano merita più rispetto e non ha bisogno di polemiche. Io e la mia squadra abbiamo bisogno di più rispetto. E, in tutta franchezza, devo confessare che ritengo mortificante rispondere a polemiche che lasciano il tempo che trovano, rubano energie preziose e impediscono un confronto aperto e costruttivo sul futuro di Cassano”.

 

Eleonora Gitto

Comitato Papasso Sindaco

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Commenti: 1
  • #1

    MARCO (venerdì, 20 maggio 2016 11:08)

    #IOSTOCONIACOBINI