Carmen Gaudiano, il diritto alla buona amministrazione

 

La dottoressa Carmen Guadiano, consigliere uscente, in questa tornata elettorale è candidata nella lista del Partito Socialista Italiano, una delle otto che formano l’Alleanza Civica Riformista nata per sostenere la candidatura a sindaco di Gianni Papasso.

 

Ho incontrato la dottoressa Carmen Gaudiano con l’intento di conoscerla meglio e per sapere perché ha deciso di ricandidarsi a consigliere comunale. Pensavo di farle le domande di rito, magari declinate in forme diverse, ma così non è stato perché da subito la conversazione ha preso una piega diversa. Giacché le cose dette da Carmen sono state tante e tutte interessanti, ho deciso di non tagliare nulla. Pertanto l’intervista sarà divisa in due parti. Buona lettura.

 

Allora dottoressa, chi è Carmen Gaudiano?

Carmen Gaudiano è un medico, o meglio, un neurologo che lavora all’Ospedale Civile dell’Annunziata di Cosenza. Una donna che lavora, che ha la sua vita, i suoi interessi nonché le sue esigenze che non sono poi così diverse da quelle di tutti gli altri.

Quale potrebbe essere una tua esigenza, per esempio?

Quelle che hanno tutti i cittadini: vivere in un paese più sicuro, più accogliente, più pulito, più ricco. Più vivibile, insomma. La mia esigenza primaria, a pensarci bene, è un sogno che coltivo da sempre: realizzare e armonizzare il paese in base ai bisogni e agli interessi di tutti. E’ un sogno ambizioso? Lo so. Ma basta crederci. Da qualche parte bisogna anche iniziare per cambiare le cose, ed io comincio da questo.

Per questo hai abbracciato la politica?

Direi di sì. Io sono rientrata a Cassano circa otto anni fa con tante belle aspettative. La realtà in cui mi sono ritrovata, però, era bene diversa da quella che avevo immaginato. Il paese era nel degrado più totale e la gente sembrava del tutto indifferente a ciò che le accadeva intorno. Come se ci fosse una sorta di rassegnazione al “tanto non cambia nulla”. Perciò quando Gianni Papasso nel 2012 mi coinvolse nel suo progetto politico, io ne fui contenta. Farne parte per me è stato un onore e un onere. Ma decisi che era il momento di mettermi in gioco. Se davvero volevo che le cose cambiassero, dovevo fare qualcosa anch'io. Dovevo metterci la faccia se volevo fare qualcosa di buono per il paese, per gli altri e, quindi, per me stessa. Non si può sempre fare il pianto greco senza muovere un dito. Non si può sempre delegare: quando vuoi che qualcosa accada sul serio, devi agire. Ciascuno di noi ha il diritto a una buona amministrazione. E questo diritto bisogna difenderlo con le unghie e con i denti.

Che cos’è per te il “diritto alla buona amministrazione?

Atteso che la locuzione “diritto alla buona amministrazione” alla nostra Costituzione, almeno in questi termini, è sconosciuta, nell’articolo 41 del CDF (Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea del 7 dicembre 2000, ndr) con “buona amministrazione” si indica l’oggetto di un diritto attinente alla cittadinanza che ogni persona vanta nei confronti delle autorità pubbliche. In quest’ottica, dunque, un’amministrazione è “buona” quando tratta le questioni che riguardano qualsiasi persona in modo imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole; quando le sue decisioni sono motivate e la persona interessata è stata ascoltata; quando consente agevolmente l’accesso di ogni persona al fascicolo che la riguarda nel rispetto degli interessi e dei diritti dei terzi.

Ma secondo te la gestione della res publica si riduce al mero rispetto di algide regole?

Le regole sono alla base e, se ci sono, vanno rispettate. E’ ovvio che amministrare bene significa anche e soprattutto usare atteggiamenti di comprensione nei confronti del cittadino. Una buona amministrazione sa dialogare, comprendere, programmare, gestire, offrire servizi. Una buona amministrazione è lungimirante, pensa ai giovani, al territorio, ai soggetti disagiati. Una buona amministrazione si attrezza per “far prendere il largo al suo paese” perché ne rispetta le origini, ne ama il territorio, si cura dei suoi figli.

Pensi che quella di Papasso sia stata una “buona amministrazione”?

Non c’è dubbio. E non perché io ne facevo parte, ma perché non ha indossato le cuffie e alzato il volume della musica per dimenticare o non ascoltare i problemi. L’amministrazione Papasso, il cui lavoro è stato bruscamente, consentimi di dire, anche vigliaccamente interrotto quel triste 3 novembre 2015, i problemi li ha affrontati sempre di petto. SI è rimboccate le maniche e ha fatto di tutto per risolverli quando ha potuto. Sovente anche prendendosi responsabilità personali.

Soddisfatta, dunque, del lavoro svolto?

Molto. Abbiamo avuto l’onore, e anche la fortuna, di poter scrivere una bella pagina di storia di questa cittadina. E lo abbiamo fatto a dispetto di tutto e di tutti. Quanti scioccamente auspicavano l’insuccesso? Dico “scioccamente” perché il fallimento dell’amministrazione sarebbe stato il fallimento di Cassano. E per capire questo non servono lauree o menti eccelse.

 

E su questo non possiamo che concordare con Carmen Gaudiano che nel suo impegno per Cassano mostra di metterci il cuore. Perché si ricandida? Questo lo saprete nella seconda parte dell’intervista...Continua a leggere

Eleonora Gitto

Comitato Elettorale Papasso

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