Santoro Salvatore: “La priorità delle priorità? Il lavoro”

Santoro Salvatore è un cassanese DOC e, in quanto tale, ama profondamente la sua terra perciò non ci meravigliamo se in questa tornata elettorale lo troviamo candidato nella lista “Per Amore di Cassano”. Anche questa lista fa parte dell’Alleanza Civica Democratica Riformista che sostiene la candidatura a sindaco di Gianni Papasso.

 

Chi è Santoro Salvatore?
Salvatore Santoro è un cassanese che ha 35 anni. E’ felicemente sposato, ha due figli e fa la Guardia Giurata.
Quando e perché hai deciso di entrare in politica?
Sono in politica dal lontano 2004. Questa e la mia terza candidatura e sono sempre stato a fianco di Gianni Papasso.  Perché l’ho fatto? Perché ho due figli. Mi guardo intorno e ciò che vedo spesso non mi piace. Per questo ho voluto mettermi in gioco. Confido nell’aiuto di tutti i cittadini e, soprattutto, dei giovani con i quali intento avere un confronto costante, per dare a Cassano tutta l’attenzione si merita. Per contribuire, per quanto posso, a dare tutti noi un futuro migliore.
Secondo te qual è la cosa più bella e la cosa più brutta della politica?
La cosa bella della politica e il confronto con gli altri. Lo scambio di idee che rappresenta sempre un momento di crescita, soprattutto quanto le opinioni sono contrastanti. La cosa brutta è la “personalizzazione” della politica. Avere idee diverse non significa essere acerrimi nemici. Certo, in campagna elettorale, c’è un gioco naturale delle parti. Gli avversari politici si danno battaglia, tuttavia lo scontro dovrebbe rimanere sul terreno politico.  Quando ci si sposta sul piano personale, la politica perde smalto e diventa brutta.
Se avessi la possibilità di sceglierti una priorità per Cassano, da cosa cominceresti?
La priorità delle priorità, per me è e rimane il lavoro. Come portare lavoro a Cassano? Tre parole: Ambiente, agricoltura, turismo. Esattamente in quest’ordine. Perché la cura dell’ambiente significa riqualificazione del territorio, rinnovabili, sostenibilità, e quindi lavoro. La cura dell’ambiente significa rilancio dell’agricoltura, e quindi lavoro. La cura dell’ambiente significa turismo 365 giorni l’anno, e quindi lavoro. Intanto che partano i grossi progetti che, inevitabilmente chiedono tempo e risorse, per favorire l’occupazione si potrebbe partire da ciò che già esiste. Perciò si potrebbero mettere in campo politiche di sostegno al lavoro e alle imprese del territorio, partendo dalle piccole opere di manutenzione di strade, aree verdi e scuole. Si potrebbero, per esempio, agevolare nei bandi comunali quelle imprese e/o cooperative che vogliono assumere giovani con contratti stabili. Insomma, si possono fare tante cose. Bisogna solo mettere le persone giuste al posto giusto.
Ti riferisci a Gianni Papasso?
Certo. In tre anni di amministrazione Gianni ha rivoluzionato Cassano e d’intorni. Ha fatto tanto, e tanto ancora aveva in cantiere. Interrompere, vigliaccamente, il suo mandato è stato un delitto. Speriamo, per il bene di Cassano, che gli sia data l’opportunità di recuperare il tempo perso.
Qual è la prima cosa che diresti alla gente per convincerla a votarti?
Intanto inviterei tutti a non votare i “soliti noti” solo perché si è ricevuto qualche favore. Di non dare forza a questa o quella coalizione solo perché ne fanno parte l’amico o il parente di turno. Direi a tutti di votare il progetto politico. Di guardarsi intorno e, se ritengono che Cassano sia cambiato in meglio negli ultimi anni, di votare per la continuità e la coerenza. Per quanto riguarda me, posso dire che conosco Cassano come le mie tasche e so per certo che il cambiamento avviato dall’amministrazione Papasso, nei prossimi cinque anni migliorerà ancora di più il volto di questo Paese e il nostro modo di vivere. Con un altro sindaco, Cassano perderebbe di nuovo tempo, come successo in passato. Cassano non se lo può permettere: deve guardare al futuro, deve prendere il largo ed io, da onesto cittadino e buon lavoratore, vorrei far parte dell’equipaggio di questa grande nave che sta per salpare.
La Cassano che sogni?
La Cassano che sogno io è la stessa che sogna Gianni Papasso: ordinata, pulita, vivibile, fiorente e smart. Sogno un paese dove i suoi giovani non siano costretti ad andare via e gli anziani non si sentano messi da parte. Vorrei che i miei figli vivessero in un paese in cui scuole, strade, parchi siano all’avanguardia. Sogno un paese sicuro e civile. E’ un sogno ambizioso? Certo, ma non irrealizzabile basta crederci, fissare un obiettivo per volta e cercare di raggiungerlo.
E da dove si inizia?
Per adesso dal 5 giugno.

 

Auguro a Salvatore, e a noi tutti, di vedere realizzata quanto prima la Cassano dei suoi sogni. Nel frattempo anche a lui va il mio sentito “in bocca al lupo”.

 

Eleonora Gitto
COMITATO PAPASSO SINDACO

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