“Caro Gianni, quando eravate voi sindaco, Cassano era un paese migliore”. La piccola Francesca Pia scrive a Papasso

Se accordassero il permesso di votare ai minorenni, probabilmente Gianni Papasso le elezioni le avrebbe vinte senza nemmeno candidarsi. E se il consiglio comunale fosse composto da ragazzini veri, quelli piccoli per età anagrafica e non di cervello, di sicuro non sarebbe mai stato dimissionato.

 

Sia chiaro, Gianni Papasso le elezioni quasi sicuramente le vincerà lo stesso, ma le attestazioni di fiducia personale attraversano le età come un coltello il burro. Gli anziani, quelli con esperienza e che ne hanno viste di cotte e di crude, sanno, sospettosi e qualche volte burberi come sono, che dare fiducia non è cosa facile. Eppure tanti di loro stanno con l'ex Sindaco di Cassano. Quelli di media età, pensano in genere che c'è stato e ci potrebbe essere in futuro una gestione pessima della res pubblica e che, perciò, Papasso è la soluzione migliore nel senso della continuità. E poi c'è il sesto senso della prima età, quel nugolo ineffabile di pensieri confusi e in formazione, di impressioni, di raccolta di notizie e idee che è ancora in nuce, ma che è in grado di produrre qualcosa di sincero, di immediato e al contempo, paradossalmente, forte: come un rapporto fiduciario vero.

 

Quando eravate voi sindaco di Cassano All'Ionio, questo era un paese migliore”, scrivono i nove anni di Francesca Pia Schifino, con lessico incerto, frammentario ma traboccante di un'umanità talmente vistosa da non poter essere eterodiretta. “Se tornerete voi a occupare quel posto, Cassano tornerà a vivere per quello che è. Ossia un paese meraviglioso.

 

Non si poteva dir meglio, cara Francesca. La scuola, gli anni, l'esperienza, affineranno la tua mente e la tua scrittura. Ma qualcosa di importante l'hai già detta, e qualcosa di altrettanto importante nella tua giovane mente si è già formata: si chiama sensibilità.

Eleonora Gitto

Ufficio Stampa
COMITATO PAPASSO SINDACO

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