Fondi Syndial, fra verità e false accuse. Paola Grosso: basta maldicenze!

Anche i fondi Syndial in questa campagna elettorale sono stati usati come un’arma dalla coalizione di centrodestra per pugnalare alle spalle il candidato sindaco Gianni Papasso sostenuto dall’Alleanza Civica Democratica Riformista.

 

Quando non si sa che cosa contestare a un avversario politico, ci si inventano storie che si tenta di far passare per vere. Sembra che i candidati della coalizione che sostiene l’asse Guaragna-Gallo-Iacobini, siano andati tutti alla scuola del nazista sanguinario Joseph Goebbels il quale consigliava: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

 

Ci chiediamo se i signori delle “frottole” sappiano di che cosa parlano, anzi straparlano. Quando si fiata a vanvera di solito o si ignora l’argomento, oppure si mente sapendo di mentire. In entrambi i casi non ci può essere pretesa di assoluzione, né tantomeno di credibilità.

 

Allora noi, carte alla mano, vogliamo fare un piacere a questi signori dalla menzogna facile, rinfrescando loro la memoria onde evitare che si espongano ancora al pubblico ludibrio.

 

Era febbraio del 2013 quando il sindaco Gianni Papasso riusciva ad ottenere dalla Syndial per il comune di Cassano un risarcimento di 4.700.000 euro. L’Eni-Syndial Spa, come noto, era stata condannata a risarcire il danno ambientale provocato al territorio cassanese dall’illecito smaltimento dei rifiuti tossici (ferriti di zinco) prodotti dallo stabilimento ex Pertusola Sud Crotone nei siti di “Tre Ponti” e “Chidimico-Prainetta”. L’allora Sindaco Papasso, regolarmente autorizzato dal Consiglio Comunale con atto deliberativo, si recò a Catanzaro con il Segretario Comunale Giulietta Covello e presso lo studio dell’Avvocato Giancarlo Pittelli, sottoscrisse la transazione con il procuratore speciale di Syndial Dottor Andrea Haruo Mercante.

 

Il 26 novembre 2013, l’amministrazone guidata da Papasso era già pronta a deliberare sulla destinazione di questi fondi. La delibera fu approvata dal consiglio comunale  a unanimià (quindi ha votato anche la compagnia di Gallo che ora grida “ai fondi, ai fondi”) e nel prospetto che pubblichiamo è specificato fino all’ultimo centesimo di euro che cosa è stato fatto con i soldi del risarcimento Eni-Syndial.

 

Nel prospetto c’è la dichiarazione dell’assessore uscente Dott.ssa Paola Grosso che qui riportiamo per maggiore chiarezza: “In questi ultimi giorni di campagna elettorale, nonostante sia stato spiegato in ogni occasione utile, ancora si tenta, forse per mancanza di argomenti concreti, di intorbidire le acque e insinuare il dubbio nella mente degli elettori, attraverso inutili maldicenze, su come siano stati spesi i fondi che la Eni-Syndial ha dato al Comune di Cassano a titolo di danno d’immagine per l’illecito smaltimento delle ferriti di zinco nelle contrade di Tre Ponti e Chidichimo-Prainetta. Credo sia opportuno ancora una volta e per l’ultima volta fare chiarezza, nella sperazna che il disco rotto possa cambiare musica”.

 

L’utilizzo delle somme – continua l’ingegnere Grosso - è stato stabilito in Consiglio Comunale con una delibera votata da tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, compresi i principalei sostenitori del candidato a sindaco Iacobini, che oggi non sanno, o fanno finta di non sapere, come si era deciso di impiegare queste somme”.

 

Concordiamo con la dottoressa Paola Grosso: sulla vicenda non si tornerà più. Tutti ora possono vedere l’utilizzo dei fondi Syndial. Questa è l’unica verita: quella provata dagli atti. Il resto è solo aria fritta, un parlare a vanvera che non giova a nessuno, soprattutto, non giova a Cassano e ai suoi cittadini.

Ufficio Stampa
COMITATO PAPASSO SINDACO

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