Alessandra Oriolo, il coraggio delle idee e la volontà del fare

L’ora trascorsa con la Dottoressa Alessandra Oriolo, candidata lella lista "Per Amore di Cassano", una delle otto che formano l'Alleanza Civica Democratica Riformista che sostiene il candidato sindaco Gianni Papasso,  è stata di vera passione politica. La riprova di come la politica fatta con coraggio e quella determinazione tipica delle donne, sia capace di trasformare in meglio la realtà di una terra incredibilmente bella ma dove tutto può essere difficile, anche operare il più piccolo cambiamento.

 

Alessandra, laureata in Psicologia, nell’amministrazione uscente ha ricoperto il ruolo di assessore con deleghe alle Politiche Sociali, Politiche Culturali e della Pubblica Istruzione, Pari opportunità, Immigrazione, Politiche giovanili, Rapporti con il mondo cattolico e con l’Associazionismo, Attuazione dello Statuto Comunale. In tre anni di amministrazione Alessandra ha indirizzato le sue energie verso il recupero dell’identità Cassanese. Il lavoro non è stato facile ma la tenacia unita alle giuste motivazioni, di solito, non tarda a dare i suoi frutti. Così anche grazie agli sforzi di Alessandra, Cassano era riuscita davvero a cambiare volto.

 

 

Allora Alessandra, puoi raccontarmi in sintesi i tuoi tre anni di esperienza amministrativa?
In soli tre anni e mezzo Cassano è riuscito a riconquistare centralità nella Piana di Sibari, nella Provincia e nella Regione. E già questo non è cosa poco. Le molteplici iniziative culturali messe in campo hanno senz’altro contribuito a togliere a Cassano l’etichetta di paese criminale e far conoscere una Cassano bella, accogliente e ricca di storia e cultura.
Sibari, dunque al centro del vostro agire amministrativo?
Certo. Sibari e il suo tesoro archeologico. Sibari, grazie all’azione della nostra Amministrazione Comunale, è stata posta al centro del mondo. Ma la nostra azione amministrativa ha fatto ben altro. In collaborazione con Poste Italiane e con la Soprintendenza ai Beni Archeologici è stato realizzato il francobollo di Sibari. Abbiamo proposto l’istituzione a Sibari della Facoltà Di Conservazione dei Beni Culturali. Le iniziative per valorizzare il nostro bene più prezioso sono state davvero tante. Ricordiamo la mostra d’arte “Ritorno a Sibari” del Maestro Enzo Palazzo e il Magna Graecia Teatro Festival. Tante sono state le cerimonie di conferimento di cittadinanza onoraria, per il Segretario generale della CEI, Vescovo emerito di Cassano, Monsignor Galantino, per il famoso maestro orafo calabrese Gerardo Sacco, per il Prof. Dante Maffia per il quale è stata proposta la candidatura a premio Nobel per la Letteratura, per il Maresciallo Bianco. Per non parlare poi delle tante iniziative volte a celebrare le giovani sensibilità ed eccellenze del nostro territorio. Vanno citate le borse di studio per alunni meritevoli dei nostri istituti scolastici e le due borse di studio istituite in collaborazione con l’Unical per progetti rivolti alla promozione del sito di Sibari. Nostra è stata anche l’idea di istituire la festa dei diciottenni, evento che ha riscosso molto successo. E poi, uno dei fiori al nostro occhiello, le Notti Bianche dedicate a temi sociali e culturali che hanno visto la partecipazione di illustri ospiti, fra tutti il Ministro Lanzetta. Poi, ancora, abbiamo realizzato straordinarie stagioni teatrali che hanno visto la presenza di attori professionisti di alto calibro, come Katia Ricciarelli, Amanda Sandrelli, Milena Vukotic, Pamela Villoresi ecc. Abbiamo curato molto il rapporto con le Associazioni grazie alle quali è stato possibile realizzare progetti come il Natale Solidale, il Cossa Enotria Summer, il Carnevale. Abbiamo animato e vivacizzato il nostro territorio con appuntamenti di Teatro, Mostre, Spettacoli di Musica, di Danza, di Canto.  In breve, abbiamo dimostrato come l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Gianni Papasso, bruscamente interrotta il 3 novembre 2015, con passione e serietà abbia saputo portare avanti anche nell’ambito delle politiche culturali, la maggior parte degli intenti programmatici, volti al riscatto e alla creazione di una nuova Cassano, libera, progredita, solidale e democratica.
Che cosa ha impedito la brusca, e inaspettata, interruzione dell’amministrazione Papasso?
Tanto.  La prima cosa che mi viene in mente è l’istituzione della Macroregione Ionica. Per l’importanza storica, ma anche per la sua collocazione geografica, avevamo proposto al Parlamento Europeo la candidatura di Sibari come punto nevralgico per l’istituzione della Macroregione Ionica. Sempre per la sua dimensione culturale, ci preparavamo anche a candidare all’Unesco, Sibari come capitale della Magna Grecia e dopo la sottoscrizione di un protocollo d’intesa da parte di rappresentanti a vario titolo delle istituzioni regionali, del clero, del mondo del lavoro e della società civile, era in corso d’opera la candidatura di Cassano a “Capitale italiana della Cultura e dell’Accoglienza”. Fondamentale il Patto d’Amicizia con Pompei, Il Protocollo d’Intesa con Rossano e Corigliano per la valorizzazione dei beni culturali, l’adesione all’Associazione Città del Crocifisso, tutte iniziative, queste, tese a ridare valore e far conoscere la nostra Città.
Tutto questo è stato interrotto?
Certo. E’ stato interrotto perché alle riunioni organizzative e decisionali non si è potuto più presentare l’assessore. Al posto suo è andato il Commissario prefettizio il quale, come noto, non prende decisioni politiche. La politica l’abbiamo fatta noi riuscendo ad accendere i riflettori su Sibari.
A livello locale?
A livello locale ero già andata con l’assessore Grosso a fare un sopralluogo all’edificio del Giudice di pace. Un edificio enorme che si presta alla realizzazione di una bellissima ludoteca, biblioteca, medioteca che noi a Cassano abbiamo già ma in un edificio che sta cadendo a pezzi.
Insomma un vero e proprio "Palazzo della cultura"?
In pratica sì. Il luogo è adatto. Il palazzo è bellissimo e te ne innamori anche a guardarlo nello stato in cui è ridotto ora. Nonostante sia pieno di spazzatura fino all’inverosimile, conserva sempre il suo fascino. Inoltre, due anni fa è nato il progetto “L’Altro Teatro” rivolto alle compagnie teatrali locali. Un progetto che ha avuto molto successo e che ha dato il via a una vera e propria stagione di teatro amatoriale. Le compagnie che fanno parte del progetto avrebbero potuto partecipare a un bando che stavo preparando per partecipare a un concorso regionale. Ma noi siamo stati “cacciati” il 3 novembre e il concorso scadeva il 16 dello stesso mese.
Perché ti ricandidi?
Perché mi sono arrabbiata. Ti spiego. Io avevo già deciso che finito questo mandato, non avrei più fatto l’amministratore. Per carità l’esperienza è positiva, ma io nella vita voglio fare altro. La prematura caduta dell’amministrazione a causa di nove consiglieri a dir poco sleali, mi ha indignato e non poco. Perciò ho deciso di metterci la faccia, il cuore e il cervello. Noi quando siamo arrivati al comune non abbiamo trovato nulla. Abbiamo faticosamente gettato le basi per cominciare a costruire qualcosa di buono. Nella sciagurata ipotesi che al comune arrivi una squadra diversa dalla nostra, sono certa che butterà un calcio al secchio che abbiamo cominciato a riempire rendendo vano il lavoro duro di oltre tre anni di amministrazione. Io non potevo permetterlo.
Il principio di continuità amministrativa non dovrebbe essere quasi un obbligo?
Noi questo principio lo abbiamo. Le poche cose trovate avviate, abbiamo cercato di portarle avanti. Non tutti, però, hanno la stessa correttezza. Gelosie, meschinità, dispetti a volte prevalgono sul buon senso purtroppo. Perciò non c’è certezza che quanto iniziato da noi sia portato a termine. Noi abbiamo portato avanti alcuni progetti trovati. E questo è lo spirito di chi agisce spinto dall’amore per il proprio territorio. L’obiettivo è migliorare lo stato di cose, perciò le buone idee e i buoni proponimenti, se il fine ultimo è questo, sono validi a prescindere dalla provenienza. Ricominciare da capo anche quando c’è già una base sulla quale poter costruire è un’inutile perdita di tempo e di risorse economiche e di energia. Io conosco nostri avversari e temo seriamente che loro annullino quanto fatto fino a ora. E così Cassano rimane sempre indietro. La Notte Bianca, per esempio, noi l’abbiamo trovata. Certo l’abbiamo trasformata legandola a momenti importanti, ma non l’abbiamo “buttata”. Abbiamo utilizzato l’evento per portare a Cassano ministri e tante altre personalità Tutti gli eventi organizzati da noi hanno avuto sempre lo stesso fine ultimo: dare visibilità a Cassano. E i risultati si sono visti. Infatti, grazie al Piano finalizzati ai beni culturali del Sud il Ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca, a Sibari sono arrivati 5milioni di euro. Grazie al Ministro Franceschini Sibari è inserito nel progetto nazionale “Luoghi Ideali”. Insomma, accendere i riflettori sul nostro territorio è stata un’idea vincente.
Ma un altro amministratore che non sia Gianni Papasso riuscirà ad ottenere tutto questo?
Guarda nel 2009, amministrazione Gallo-Iacobini, c’è stata un’esondazione del Crati che mise in ginocchio la contrada Lattughelle e, in più, ha creato un buco nel bilancio comunale perché dall’amministrazione del tempo furono anticipate troppo frettolosamente, e anche un poco superficialmente, somme per le spese di somma urgenza che competevano alla Regione e che questa non più restituito all’Ente.  Quindi, se volgiamo, quella alluvione fu un vero disastro in tutti i sensi, anche per come fu gestita. Quando, invece, c’è stata l’alluvione del 2013 e al Comune di Cassano c’eravamo noi, Gianni Papasso è stato veramente straordinario perché da un evento catastrofico è riuscito a trarne un enorme vantaggio per il territorio perché ha preteso con forza l’attenzione di tutte le autorità. Gli scavi erano sommersi, il museo allagato. Se non si fosse intervenuto d’imperio, Sibari e la sua storia sarebbero state ingoiate da quel fango e, forse, dimenticate per sempre. Gianni ha cominciato a scrivere a tutti sottolineando che Sibari era patrimonio di tutti e lo Stato non poteva e non doveva lasciarla al suo destino. Ha chiesto e ottenuto la presenza e l’intervento dei rappresentati istituzionali a vari livelli. L’appello è stato raccolto da tanti. E così l’area archeologica si è salvata e anche abbastanza tempestivamente. Dopo la tragica esondazione del Crati nel gennaio 2013, sono giunti, infatti, ben tre Ministri, oltre a tante altre autorità, che hanno fatto propria la vicenda impegnandosi a far arrivare una serie di aiuti per restituire all’umanità intera, il sito archeologico di Sibari, uno dei simboli del nostro Paese.
Quali altri danni sul piano sociale ha comportato la fine prematura del mandato?
Sul piano sociale è stato interrotto l’iter per utilizzare i fondi del Piano di Azione e Coesione (PAC).
Questo Piano, voluto dal sempre dal ministro Fabrizio Barca nel maggio 2012 per recuperare i ritardi accumulati nell’uso dei fondi nazionali ex FAS, finanzia Piani locali di intervento per potenziare i servizi di cura per gli anziani e per l’infanzia. Dopo infinite riunioni con gli altri comuni, dopo incontri e scambi di idee, alla fine avevamo stabilito che il modo giusto per utilizzare questi fondi era destinarli all’apertura di un asilo nido e all’integrazione del servizio domiciliare per gli anziani. L’amministrazione si interrompe, e questi fondi in pratica si perdono perché dovevano essere spesi entro il 30 agosto. E’ stato anche sospeto il servizio del banco alimentare e, a maggio, quello della mensa scolastica.
E del “Motel Sybaris” che mi dici?
Direi di stendere un velo pietoso. Scherzi a parte. Il “Motel Sybaris” che si trova nella frazione di Sibari, esattamente a contrada Bruscata Piccola, è un bene confiscato. La Struttura dell’albergo a due elevazioni fuori terra e piano seminterrato, è realizzata su un’area di 15.502 mq. Esattamente il primo novembre ho partecipato a una riunione in Prefettura per chiedere l’affidamento al comune del bene. Eravamo preoccupati dalle voci che parlavano dell’intento della Prefettura di destinare il bene ad alloggi per extracomunitari. Noi, ritenendo che quella struttura nel cuore dell’attività turistica, dovesse mantenere la sua originaria destinazione d’uso, volevamo il bene per affidarlo in gestione, tramite un regolare bando, a operatori turistici seri che avremmo scelto soprattutto per la loro capacità di coinvolgere i turisti nella sostenibilità e nel rispetto, favorendone comportamenti corretti. L’idea era di utilizzare il ricavato della gestione per migliorare i servizi sociali. Avevamo fatto una serie di incontri anche con Monsignor Savino che approvava il progetto. Nell’ultima riunione in Prefettura eravamo arrivati alla definizione del progetto che, tra l’altro, prevedeva un ristorante con cucina a “km zero”, autosufficienza energetica, e tanto altro per rendere la struttura più sostenibile possibile.
Com’è andata a finire?
Non lo sappiamo. Noi siamo andati via e nessuno ci ha fatto sapere più nulla.

 

Non chiedo ad Alessandra perché votarla. Per quanto mi riguarda, lo so già. In bocca al lupo Alessandra. Un abbraccio.

Eleonora Gitto

Comitato Elettorale Papasso

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