Paola Grosso, quando la professionalità sposa l'impegno politico

Oggi incontro l’ingegnere Paola Grosso, assessore dell’amministrazione uscente. Della dottoressa Grosso abbiamo ho sempre apprezzato la serietà, la competenza e la compostezza. Oggi che è seduta di fronte a me, non posso fare a meno di pensare che insieme a tutte le altre qualità Paola riesce anche a infondere un senso di serenità. È puntuale e al contempo molto pacata, tanto da restare quasi rapiti dal suo argomentare. La prima domanda che faccio a Paola è diretta e quasi scontata. 

 

Quando è stata interrotta l’amministrazione a che punto eravate? La prematura scadenza del vostro mandato ha prodotto danni?
Le mie deleghe erano Urbanistica, Protezione Civile, Innovazioni tecnologiche, Politiche della casa e Politiche Archeologiche. Per quanto riguarda a delega più importante, ossia quella all’Urbanistica noi stavano portando a termine degli strumenti di pianificazione considerevoli. C’era il PSA di cui è stato già adottato il documento preliminare dal Consiglio per poi concludere l’iter approvativo con l’adozione del PSA e l’approvazione definitiva. Quel tre novembre è stato interrotto anche l’iter approvativo del Piano Spiaggia, il piano di rilancio e di regolamentazione delle attività che interessano tutta la costa di Sibari.

Rispetto al fatto che la stagione balneare alle porte, quali danni comporta questa interruzione?
Gravi danni. L’interruzione ha causato grandi disagi agli operatori turistici e all’economia locale. Il Piano Spiaggio, infatti, consentiva anche di realizzare altre opere sul litorale. Opere che avrebbero consentito la destagionalizzazione della stagione balneare stessa. Per questo era molto atteso. Tanto che la stesura del Piano ha visto la partecipazione di tutti i soggetti interessati. Abbiamo fatto diversi audit con tutti titolari di concessioni demaniali marittime, con gli operatori del settore, con la Capitaneria di porto. Anche questo piano era arrivato all’adozione in consiglio ed eravamo in attesa degli ultimi pareri per poi arrivare all’approvazione. L’approvando Piano Spiaggia avrebbe comportato la messa al bando di nuovi lotti in concessione e la realizzazione di una pista di mobilità lenta che noi abbiamo definito da subito il “Lungomare di Sibari”. La pista si voleva finanziare attraverso il meccanismo delle opere compensative che l’Anas era tenuta a corrispondere al comune di Cassano per la realizzazione del terzo megalotto della 106. Perciò c’era anche la fattibilità economica dell’opera. Tanto è vero che, in accordo con l’Anas, era stata già predisposta una bozza di progetto per realizzare questo lungomare che sarebbe partito dal Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide per attraversare tutta la costa fino ad arrivare a Raganello e a Fuscolaro.

A quanto ammontava la somma che l’Anas aveva destinato a Cassano?
Quando il Cipe, per la realizzazione della 106 stabilì che il 2% dell’importo totale dell’opera, quindi circa 14 milioni di euro, dovevano essere destinati ai comuni interessati dalla realizzazione della strada per le opere di compensazione ambientale, io e l’allora sindaco Gianni Papasso ci recammo all’Anas. In quel momento abbiamo scoperto che a Cassano per le opere compensative erano sati destinati circa 700mila euro. Gianni Papasso ha battuto i pugni pretendendo che fosse adottato un criterio oggettivo per l’assegnazione di questi fondi.
Quando riuscì a ottenere l’ex sindaco in quell’occasione?
Riuscì a ottenere 3 milioni di euro che sarebbero serviti a realizzare questa pista di mobilità lenta che non è una pista ciclabile bensì un percorso godibile, largo 4 metri, illuminato e servito con gli innesti per i parcheggi. Tra l’altro abbiamo pensato a un lungomare non invasivo, non a caso tutto è stato studiato per essere a bassissimo impatto ambientale. Su tutto il percorso, così attrezzato, potevano sorgere anche tante piccole attività commerciali.
Mi pare di capire che questi tre milioni erano stati concordati ma non ancora stanziati. C’è il rischio che con la brusca interruzione dell’amministrazione questi soldi si perdano? E nella malaugurata ipotesi che domani ci sarà un’altra amministrazione al Comune, che possibilità ha di intercettarli di nuovo?
L’Anas se realizza il terzo megalotto della 106 questi soldi li dovrà per forza spendere sul territorio perché c’è una prescrizione CIPE che non può essere disattesa. Noi come amministrazione all’epoca avevamo chiesto la realizzazione di questa pista a mobilità lenta, la copertura del canale di scolo a Sibari nei pressi della Chiesa e, infine, la realizzazione di una bretella di collegamento fra il Centro di servizi e la vecchia 106. Potrebbe accadere che un’altra amministrazione decida, sempre qualora si arrivi alla realizzazione di questo terzo megalotto della 106, di utilizzare i fondi destinati a Cassano a opere diverse. Noi volevamo fare questo.
Abbiamo sentito gli europarlamentari Pittella e Cozzolino venuti per sostenere la candidatura di Gianni Papasso, parlare della necessità di sfruttare al meglio i Fondi Europei e di essere convinti che Cassano con Gianni, questa possibilità la coglierà al volo. Perciò ti chiedo: quando si tratta di intercettare i fondi, quanto conta la personalità del sindaco e la sua capacità di relazionarsi?
Influisce moltissimo. L’Anas, come ho detto prima, aveva destinato a Cassano 700mila euro. Un altro sindaco probabilmente li avrebbe accettati senza colpo ferire. Gianni Papasso, invece si è battuto ed è riuscito ad ottenere 3 milioni. Poi quando viene emanato un bando da parte della Regione o del governo centrale ci deve essere la bravura dell’amministratore locale di saper cogliere quell’opportunità cercando di predisporre progetti credibili e, soprattutto, fattibili per ottenere i finanziamenti.
In questo discorso si inserisce anche l’intento della vostra coalizione di istituire lo Sportello Europa?
Certo. Lo Sportello Europa nasce con l’intento di avere una banca dati di progetti da proporre di volta in volta. Da una parte lo sportello Europa si deve occupare di progettualità, e dall’altra deve essere di supporto anche ai privati, ai cittadini che vogliono sfruttare le possibilità che adesso si presenteranno con i nuovi fondi stanziati dalla UE.
C’è altro che è stato interrotto?
Tanto altro ancora. Avevamo presentato alla Regione il “Piano di Microzonazione Sismica” e anche questo era in attesa di approvazione. Avevamo affidato l’incarico per la realizzazione della toponomastica ed eravamo in attesa che i progettisti ce lo consegnassero per portarlo in consiglio comunale. Avevamo anche predisposto una manifestazione di interesse per il recupero del centro storico. Erano già sono arrivati anche delle proposte in busta chiusa ma gli uffici non hanno fatto in tempo nemmeno ad aprire i plichi per fare le valutazioni di merito e affidare poi l’incarico, perché l’amministrazione è caduta.

E del progetto "Torre di Milone" che ne è stato?

Da tecnico ho dato una mano al sindaco, che ne deteneva la delega, anche per la programmazione e la gestione delle opere pubbliche. Anche qui ci sono dei progetti che sono stati interrotti. Per esempio avevamo chiesto la devoluzione dei vecchi mutui. Mi spiego il Comune di Cassano ha pagato per molto tempo la somma di 400mila euro per mutui che non sono stati mai utilizzati. Noi ne avevamo fatto richiesta alla Cassa Depositi e Presiti che ce li ha dati. Noi con quei soldi volevamo fare il consolidamento della Torre di Milone (era pronto già il progetto esecutivo), la riqualificazione dei bagni termali e la sistemazione di tutta l’area naturalistica che c’è intorno. Poi tanti altri progetti che tutti possono trovare nel famoso libro rosso, erano pronti a partire.
Ho sentito parlare il candidato sindaco Gianni Papasso della messa in sicurezza del Centro Polifunzionale delle Grotte di Sant’Angelo chiuso per inagibilità perché costruito su una paleofrana. Da tecnico diresti che è possibile una messa in sicurezza di quell’opera?
Intanto io da tecnico probabilmente avrei fatto delle scelte progettuali diverse.
Io dicevo a danno fatto. E’ saggio spendere soldi per la messa in sicurezza o sarebbe meglio abbatterlo?
A danno fatto dobbiamo prendere atto di quello che c’è. Noi siamo andati a ispezionare il luogo con i tecnici della Protezione Civile c’è stato anche il Dottor Carlo Tanzi che oggi che oggi è a capo della Protezione Vivile regionale ma all’epoca dirigeva il CNR. Dal sopralluogo, ossia da una preliminare indagine visiva e non strumentali, Tanzi ha confermato che in quel sito esisteva una paleofrana e che per l’appesantimento dovuto proprio alla costruzione del Centro Polifunzionale, per le tecniche costruttive che non erano quelle giuste per quell’area, si era determinato uno scivolamento del terreno. Questo scivolamento ha comportato i danni che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Noi per capire quale poteva essere il tipo di intervento più razionale, avevamo intenzione di far eseguire un’indagine geologica e geotecnica molto seria che per quello che ci è stato riferito comporta una spesa di circa 70mila euro.
Ma un’indagine geologica seria quando si fanno queste opere si fa a monte, e questo te lo impone la legge, per cui nel progetto dovrebbe esserci. Non è cosi?
Tutta la documentazione inerente a questo Centro Polifunzionale è stata da noi tramessa alla Procura della Repubblica prima di lasciare l’amministrazione. Sarà la Procura adesso a stabilire se ci sono state inadempienze e attribuire eventuali responsabilità. 
Se c’è la relazione geologica, vuol dire che si sapeva che in quell’area c’era una paleofrana. Si può costruire su una paleofrana?
Sarebbe meglio di no, ma con adeguati e opportuni accorgimenti tecnici si può fare. Si può costruire ovunque oggi, anche nel mare con le tecnologie giuste. Basta solo valutare se vale la pena farlo o no. Anche in considerazione del rapporto costo/benefici. Personalmente in quell’area quel tipo di intervento non lo avrei fatto.
Perché  un elettore dovrebbe votare Paola Grosso?
Io non chiedo il voto per me. Io ritengo che un elettore debba dare il suo voto alle persone che ritiene oneste e competenti. Ogni cittadino dovrebbe farsi questa domanda: chi è che mi può rappresentare al meglio? In questo modo si potrà scegliere una squadra di sedici persone in grado di lavorare seriamente per la comunità, di mettersi al servizio della comunità. E se per quello ho fatto, i miei concittadini ritengono che fra questi sedici ci sia pure io, ne sarò fiera e onorata perché questo significa che in questi anni ho lavorato bene e ho saputo conquistarmi la loro fiducia.

E noi ne siamo convinti. Grazie Paola e “in bocca al lupo”.

Eleonora Gitto

Comitato Elettorale Papasso

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