Rosella Garofalo e l'etica della politica

Rosella Garofalo non ha bisogno di grosse presentazioni. Cassano, Sibari, Lauropoli e tutto il resto del territorio cassanese, hanno visto sempre Rosella in prima linea per la tutela del territorio, e lottare sempre a fianco a quanti si sono apertamente schierati contro il malaffare. Rappresentate di spicco dell'intellighenzia cassanese, Rosella non ha mai perso l’occasione di veicolare cultura e valori. Ed è in una di queste occasioni che ha avuto modo di conoscerla. Oggi Rosella è candidata nella lista "Vento del Sud”, marchio identificativo dell’Associazione culturale della quale fa parte e con la quale opera già da qualche tempo sul territorio di Cassano. “Vento del Sud” è una delle otto liste che compongono l’Alleanza Civica Democratica Riformista che sostiene la candidatura a sindaco di Gianni Papasso.

 

“Con Papasso ho finalmente visto chiudersi quella cerniera virtuale che lega Cassano a Sibari”. Questo hai detto tra l’altro al comizio a Sibari di qualche giorno fa. Mi è piaciuta molto questa immagine.
Per me non c’è soluzione di continuità: Cassano e Sibari fanno parte di un unico, immenso, meraviglioso territorio. Ed è vero ciò che ho detto. Con l’amministrazione Papasso finalmente si è cominciato a parlare di territorio unico. Senza questa visione, non ci può essere nessuna politica territoriale.
Per questo tu e la tua associazione avete deciso di appoggiare la candidatura di Gianni Papasso?
Per questo e perché per noi l’affermazione di valori, e condizioni, essenziali per il progresso della nostra comunità, come la stabilità governativa sono principi prioritari. Non abbiamo gradito l’interruzione brusca dell’amministrazione Papasso la quale, a nostro avviso, stava lavorando bene. Non l’abbiamo gradito sia nel merito che nel metodo. Inoltre la coalizione che sostiene Papasso ha le stesse nostre priorità. Priorità che in pieno accordo abbiamo scritto nel programma presentato dalla nostra Alleanza.
Una domanda a bruciapelo: che ne pensi della venuta di Salvini a Cassano?
Pochi giorni fa abbiamo ascoltato Lorenzo Guerini il quale ha detto che la Calabria è il paese dell’accoglienza. E noi di Cassano lo sappiamo bene perché il nostro è il “Paese delle fontanelle”. Si erano predisposte tante fontane per le strade e vicoli della città, per dare ristoro ai pellegrini, ai visitatori, a chi si trovava di passaggio. Cosa più giusta non c’è. E se Cassano vuole continuare a essere un paese accogliente, dobbiamo dargli gli strumenti giusti affinché chi viene accolto trovi una qualità di vita migliore e il valore culturale accoglienza. Detto ciò, torniamo a Salvini. Le scelte che fa il governo centrale hanno una ricaduta incredibile sui territori e se non sono fatte con la diligenza di un padre di famiglia, il risultato è che ci ritroviamo uno come Salvini a governarci. Perciò è bene che si parli di accoglienza ma Salvini a Cassano non dovrebbe trovare la folla, e nemmeno l’ascolto di uno sparuto numero di persone che non capisce che alcuni personaggi politici sono portatori sani di idee malsane. Apprezzo molto il bel dire però calarsi in una società fragile come quello di Cassano è altra cosa.
Tu pensi il cassanese sia affetto da un senso di rassegnazione che gli impedisce di fare quello scatto in avanti che farebbe la differenza? E come se ne esce se si può?
Intanto, credo che il cassanese sia vittima di un fatto culturale atavico che parte dal latifondismo. Latifondismo che nasce da noi. E questo è talmente vero che la raccomandazione è un’invenzione dei ricchi per i poveri e non il contrario. Che il popolo di Cassano sia un popolo nobilissimo, per me è una certezza. Tuttavia credo che anni di disinteresse da parte della classe politica di turno, esempi poco nobili di gestione politica del territorio, qualche danno lo abbiamo fatto nelle coscienze. Perciò è improcrastinabile cambiare rotta.  Come se ne esce? Di sicuro dando esempio di buona politica e con comportamenti corretti. Sono fermamente convinta della capacità della politica per indirizzare le cose.
Che cos’è per te la buona politica?
Intanto ridare il giusto ruolo ai partiti. La nostra è una lista civica. Il civismo è un fatto importante. Purtroppo, però, dentro questo civismo noi ci mettiamo tutto. Ma la differenza tra centrodestra e centro sinistra ci deve essere. Perciò ritengo, per il concetto etico che io ho della politica, sia di grande importanza che i partiti tornino a godere di buona salute e che questa buona salute se la sappiano guadagnare. Gianni Papasso è persona degna di stima, ma noi non abbiamo scelto di appoggiarlo per questo. Noi lo appoggiamo perché è di centrosinistra. E per noi la sinistra è quella che sbarra la strada alle lobbies di potere che vogliono deturpare il territorio con opere impattanti e vogliono avvelenarci mare e salute con impianti inquinanti. La sinistra è quella che sta a fianco delle fasce deboli che non si possono lasciare solo nelle mani caritatevoli della Chiesa. A parlare di diritti, doveri e di solidarietà deve essere anche, e soprattutto, la politica.
Una priorità del tuo futuro agire politico?
Una priorità che ingloba tutto turismo: un buon turismo significa un ottimo ambiente, l’ottimo ambiente salvaguarda l’uomo, l’agricoltura, e il mare. L’ottimo turismo significa lavoro. Per proporre un ottimo turismo bisogna salvaguardare l’ambiente, rilanciare il territorio, l’agricoltura, l’economia del mare. Come vedi è un circolo vizioso. Ed è in questo che vogliamo entrare. 
Che ne pensi di questa campagna elettorale?
Il mio giudizio, tutto sommato, è positivo.
Nella vostra Alleanza ci sono molti giovani, puntate molto su loro?
Certo, sarebbe strano il contrario. Noi non li utilizziamo come specchietto per le allodole, ma il pericolo che qualcuno la faccia è dietro l’angolo.
Ma tu cosa pensi al riguardo? Che cosa portano di diverso i giovani in politica?
Che dire? Al giorno d’oggi sembra che la parola “giovane” sia sinonimo di “buono”. A prescindere dalla persona, si crede che la risorsa fresca non possa che fare bene all’interno di un consiglio comunale.  Senza dubbio un consiglio comunale, per riuscire a rispecchiare gli interessi e le esigenze dei cittadini di cui si fa rappresentante, e su cui essi devono poter riporre fiducia, necessita di sapersi destreggiare sulle questioni che riguardano tutte le fasce di età. Pur diffidando di questa generalizzazione giovane-buono poiché forse troppo coraggiosa, chi meglio di un giovane può comprendere le dinamiche e i pensieri dei propri coetanei? Nessuno. Per costruire una buona politica lungimirante, sia sul piano comunale che nazionale, c’è bisogno di superare l’attaccamento al passato e alle poltrone che, a volte, mette in difficoltà la nostra realtà. Dare la possibilità, la fiducia oltre che lo spazio concreto ai giovani, è il primo passo per allargare gli orizzonti. Anche i nani possono diventare giganti e si mettono sulle spalle dei giganti. Ma noi per i nostri giovani siamo dei giganti? Se noi siamo giganti, i giovani sulle nostre spalle diventeranno più giganti di noi. Se così non è, loro potrebbero diventare merce. E questo sarebbe una iattura per tutti e per tutto. Perciò, prima di parlare dei giovani, chiediamoci: siamo dei giganti? Se siamo dei giganti, è bene che aiutiamo i nani salire sulle nostre spalle per guardare oltre. Se non siamo dei giganti, questi giovani li abbiamo solo strumentalizzati e noi ci siamo deresponsabilizzati.
Perché dovrei votare Rosella Garofalo?
Dimmi perché no, ed io cercherò di migliorare.

In bocca al lupo Rosella. Personalmente non ti direi “no”.

Eleonora Gitto

Comitato Elettorale Papasso

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