Gianni Papasso stravince ed entra nella storia di Cassano

La notte fra il 5 e il 6 giugno 2016 non c’è voluto molto per capire che Gianni Papasso a Cassano All’Ionio avrebbe trionfato. Dai seggi continuavano ad arrivare alla spicciolata i voti parziali e a ogni messaggio su WhatsApp o Facebook, a ogni telefonata, la conferma cresceva: Gianni Papasso aveva stravinto. A metà schede scrutinate, il gap con gli altri candidati a sindaco era ormai incolmabile.

 

La notte è trascorsa veloce. La stanchezza, l’ansia, lo stress della campagna elettorale, ormai lasciavano il posto a una gioia incontenibile. Candidati, staff, comitato elettorale, supporter, tutti si cercavano, si ritrovavano si abbracciavano. E’ stata bella per tutti l’alba del sei aprile. Un’alba di rivincita, di riscatto, di giustizia. Per il sindaco di Cassano l’esito dell’urna ha il sapore di un plebiscito. Una valanga di consensi che porta inevitabilmente Gianni Papasso nella storia di Cassano.

 

Pochi minuti, il tempo di rientrare a casa per una rapida doccia, che già qualcuno alla fascia tricolore uscente riconfermata alla grande, sussurra che forse è già il momento di scendere in piazza e di festeggiare con la sua gente. La “sua” gente che non conta solo i 6525 cittadini che lo hanno votato e ai quali va eterna gratitudine, ma tutti gli abitanti del territorio cassanese. Perché Gianni ha già dimostrato che vuole, e sa, essere il sindaco di tutti. Con la chiusura della campagna elettorale, la competizione finisce e con essa i dissapori. Ora è il momento di ripartire senza inutili fardelli di livori sulle spalle. Ora l’avventura ricomincia ma non prima di aver ringraziato tutti. Non prima di tornare nei luoghi in cui Gianni ha raccolto la promessa del voto prima del 5 giugno. Una promessa mantenuta perché i “papassiani” non tradiscono: chi vota Gianni Papasso crede fino in fondo nell’uomo e nel suo progetto politico.

 

E così alle ore 17 del 6 giugno suona l’adunata. Gianni arriva puntuale sotto il Palazzo di Città e ad accoglierlo c’è il calore del suo popolo che lo acclama a gran voce. Ci vuole davvero uno sforzo immane a trattenere quelle lacrime di gioia che girano negli occhi per questo successo che lo ripaga dal lavoro svolto nei suoi tre anni di mandato e dall’umiliazione di essere stato sfiduciato in modo indegno e senza alcuna motivazione valida. Ma ora è là, in mezzo alla sua gente. Donne, uomini, bambini, ragazzi, anziani, tutti vogliono stargli vicino. Lo portano in trionfo, gli regalano fiori, lo abbracciano, gli stringono la mano, gli danno pacche sulla spalla. E che bello il signore che lo bacia tenendogli il viso tra le mani come un padre amorevole. E la nonna sulla sedia a rotelle che non trattiene le lacrime. E poi i bimbi festosi che gli danzano intorno. Ogni rione, ogni quartiere, ogni frazione è in strada per accogliere il “sindaco del fare”, il “sindaco di tutti” ma anche il padre, l’amico, il fratello, il compagno. Ovunque si stappa una bottiglia, si brinda, si ride, si piange di gioia.

 

E in questa festosa girandola si fa strada un pensiero: ci vogliono passioni forti per sostenere il lavoro comune. Quel lavoro che richiede la capacità di fare sacrifici quando si insegue il bene tutti. Ci vuole forza per riuscire a tenere sotto controllo la tendenza radicata in tutti noi di proteggere il “sé” mettendo in secondo piano gli altri. Bisogna amare davvero per fare dieci, cento, mille passi indietro, rispetto a quel “sé”. E mentre si riflette su questo, si incrociano sguardi, si sente il nome “Gianni”, confuso alla “Cumbia”, ai sorrisi, all’allegria di chi ha patito la sua incolpevole assenza. Il cuore a sorpresa si gonfia per la gioia di esserci, di fare parte di un tutto che annulla confini, cancella distanze, ignora il tempo che scorre. Allora si è grati a quest’uomo che con tenacia insegue il suo sogno e per questo sogno trascina e travolge. Un sogno che è emozione. Emozione che diventa passione, passione civile: passione che diventa speranza. Ed è anche per questo che a Gianni Papasso va il nostro grazie. Un grazie sentito, un grazie di cuore. Buon lavoro Signor Sindaco e ad maiora semper.

Eleonora Gitto

 Ufficio Stampa

 Comitato Elettorale Papasso

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