Gianni Papasso, Processo Penale Martucci definitivamente archiviato

E' stato definitivamente archiviato il Processo Penale Martucci: per il Gip l'operato del Sindaco Gianni Papasso è stato ineccepibile.

 

L’avvocato Franz Caruso, del Foro di Cosenza, legale difensore nella disputa giudiziaria del sindaco di Cassano All’Ionio, Gianni Papasso, avverso al signor Martucci Francesco, ha comunicato al neo rieletto primo cittadino, che  il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Castrovillari, nella persona della Dottoressa Annamaria Grimaldi, sciogliendo la riserva assunta all'udienza camerale del 14.01.2016, con propria ordinanza, ha disposto l'archiviazione del Processo Penale n. 238/2014 R.G.N.R. a carico di Giovanni Papasso.

 

Con tale provvedimento , cosi come in precedenza statuito dalle numerose pronunce emesse dall'Autorità Giudiziaria amministrativa che, peraltro, hanno visto la famiglia Martucci sempre soccombente, anche il Giudice penale ha sancito la perfetta legittimità e correttezza dell'operato del sindaco Gianni Papasso.

 

Ed invero, il suddetto procedimento penale traeva origine da una denuncia/querela presentata dal Sig. Francesco Martucci con la quale, quest'ultimo, riteneva il sindaco di Cassano, Giovanni Papasso, penalmente responsabile per aver eluso l'esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal Giudice amministrativo a tutela dei suoi interessi. In particolare, il Martucci asseriva che il T.A.R. della Calabria, in via cautelare, con ordinanza n.613/2013 del 21.11.2013 avrebbe fatto obbligo al comune di Cassano All'Ionio, nella persona del sindaco pro tempore, di restituire il "box" adibito alla vendita di fiori ed articoli funerari, precedentemente sottoposto a sequestro cautelare amministrativo, ai legittimi proprietari. E' appena il caso di ricordare, recita la nota dell’avvocato Caruso,  che il provvedimento di sequestro del chiosco, e la successiva rimozione dal piazzale del Cimitero Comunale, era stato disposto dall'ente comunale in quanto i titolari, peraltro sprovvisti di apposita licenza commerciale, allo scadere dei sei mesi dall'approvazione del Piano Comunale del Commercio, non si erano adeguati alle direttive nello stesso contenute.

 

Ebbene, per come già il P.M. procedente aveva avuto modo di affermare nella richiesta di archiviazione del summenzionato procedimento penale, successivamente opposta dal Martucci, l'ordinanza di archiviazione testimonia, inequivocabilmente, ha sottolineato il legale, che l'agire del sindaco Papasso, oltre a non presentare  alcun profilo di illiceità, è stato improntato unicamente al rispetto ed al ripristino della legalità. Infatti, nel provvedimento del G.I.P. si legge testualmente: "(,....)Non può ritenersi, pertanto, che la condotta concernente la mancata restituzione del bene al Martucci, costituisse un'attività doverosa a seguito dell'ottenuta sospensiva da parte del T.A.R., ne tale omissione potrebbe integrare la condotta di "elusione" così come tratteggiata dalla giurisprudenza(.....). A ciò deve ribadirsi come, nel merito, le istanze del ricorrente (Martucci) siano state respinte e come il Consiglio di Stato abbia riformato già in sede cautelare la ordinanza T.A.R. n.613/13 non avendo ritenuto sussistente alcun periculum. La condotta denunciata, infine, non integra alcuna altra fattispecie penalmente rilevante. In particolare, esplica la nota dell’avvocato Caruso, non è ravvisabile il reato di abuso di ufficio, in assenza del requisito della c.d. doppia ingiustizia. Ed invero, alla luce dei diversi pronunciamenti di T.A.R. e Consiglio di Stato, non può in alcun modo affermarsi che i provvedimenti adottati nei confronti del denunciante siano stati emanati in violazione di legge, ne che abbiano cagionato un danno ingiusto, posto che la carenza di titolo per esercitare l'attività di vendita con la modalità (ed in primis nella ubicazione topografica) è stata espressamente dichiarata dagli organi di giustizia amministrativa. Né la ritenzione del bene in questione può integrare l'ipotesi di reato di cui all'ari. 646 c.p., in mancanza, come evidente, del requisito della c.d. interversio possessionis".

 

Tanto si doveva, ha sottolineato, infine il legale difensore del sindaco di Cassano, per evidenziare il corretto agire amministrativo del sindaco Gianni Papasso, nell'ambito di una vicenda, tristemente nota come "guerra dei crisantemi", che, da lungo tempo, interessa l'opinione pubblica. Il primo cittadino, nell'apprendere la positiva conclusione della vicenda giudiziaria, ha espresso viva soddisfazione, ribadendo il concetto che come uomo e come rappresentante istituzionale, ha sempre agito e continuerà a farlo, nel solco della legalità e nel sommo rispetto delle regole. Il sindaco Papasso, ha colto l’occasione sia per evidenziare, altresì, che non ha mai inteso intraprendere battaglie personali contro nessuno, ma, ove necessario, interventi per ripristinare il rispetto della legalità, sia per indirizzare all'avvocato Franz Caruso, espressioni di ringraziamento e di compiacimento, per avere sostenuto nella disputa giudiziaria le sue tesi difensive e per l’esito positivo conseguito.

 

 Il Capo Ufficio Stampa Comune di Cassano - Mimmo Petroni

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