Hotel Sybaris: mentre il Consiglio Comunale di Cassano vota la destinazione d’uso, il consigliere Gaetani decide di non decidere

Hotel Sybaris, il sindaco Papasso: nessuna “bomba sociale”, ma solo un'utilizzazione concordata col Vescovo e con l'associazione Libera. Il consigliere di minoranza Luciano Gaetani abbandona l'Aula consiliare. 

 

Il Consiglio Comunale di Cassano All'Ionio è stato convocato il 18 agosto scorso per parlare, ancora una volta, dell'Hotel Sybaris, e prendere una decisione in merito. Come noto, sull'Hotel grava una confisca da parte della Prefettura, conseguente a sentenze della magistratura in applicazione della legge antimafia.

 

La questione della confisca e dell'utilizzazione dei beni alle associazioni per delinquere viene da lontano e stavolta ha riguardato anche il Comune di Cassano; ma c'è un problema in più, lamentato dallo stesso sindaco Gianni Papasso: la nuova destinazione d'uso dell'albergo confiscato dovrebbe essere quella di centro accoglienza per immigrati, tuttavia il Sindaco e il Consiglio Comunale non erano stati preventivamente coinvolti né messi al corrente della presa di posizione dell'Agenzia per i Beni Confiscati, a Reggio Calabria. La qual cosa ovviamente non è ammissibile, né da un punto di vista istituzionale, né da un punto di vista civico e per un minimo di rispetto della gente che abita nel territorio del Comune.

 

D'altro canto, la decisione dell'Amministrazione comunale stessa pare essere chiara in ordine al futuro della bella struttura: deve restare una struttura turistico-alberghiera perché questa era la sua vocazione, e perché incide in maniera importante sul futuro turistico del territorio sibarita. Né, peraltro, si può dire che Cassano non sia un territorio oltremodo accogliente per quel che riguarda l'aspetto immigrazione, dal momento che, come ribadito dallo stesso Sindaco Papasso, “Il 10% della sua popolazione registrata all'anagrafe è costituita proprio da cittadini stranieri e che l'attenzione e il coinvolgimento dell'amministrazione sui progetti di accoglienza, in particolar modo i progetti SPRAR, è stata pressoché totale”. 

 

Io non voglio che l'hotel Sybaris diventi una bomba sociale”, ha sostenuto il Sindaco in un'intervista a Radio RLB. 

 

Insomma, sia pur con sfumature differenti, l'intero Consiglio Comunale, ha mostrato di essere su una posizione di riutilizzazione della struttura alberghiera sottoposta a confisca, mantenendo la sua originaria vocazione.

 

Non sembra invece d'accordo sulle decisioni della Prefettura e della Magistratura, il Consigliere Luciano Gaetani, molto critico, il quale, benché fossero un fatto noto e incontrovertibile, si è lamentato, durante i lavori del Consiglio Comunale, di non aver potuto conoscere i provvedimenti di confisca della Prefettura. Tra le altre cose, Luciani ha affermato, riferendosi a Francesco Costa, ex gestore della struttura ora sottoposta a confisca: “La famiglia Costa, chi lo dice che sono gente mafiosa? Io personalmente ho avuto contatti con Agostino Costa, grande amico, una persona disponibile dalla mattina alla sera...A me non mi interessa ciò che ha deciso la legge...io non voglio partecipare a questa decisione perché questa era una pratica del 2014/2015, dove il Comune aveva già deciso di prelevarla (la struttura n.d.r.)”.

 

Così il consigliere Gaetani decide di non decidere, uscendo dall'aula. Sicché alla fine l'Assemblea, riunita in seduta straordinaria, ha deciso all'unanimità di non destinare l'Hotel Sybaris a centro di accoglienza per immigrati. Ma le proposte alternative, e probabilmente più efficaci, ci sono: innanzitutto il Primo cittadino di Cassano ha sollecitato fortemente le autorità competenti a livello locale e nazionale, anche per iscritto, affinché, nell'ambito dei progetti di accoglienza SPRAR, vi sia una distribuzione equa sul territorio regionale delle quote di immigrati destinabili all'Hotel Sybaris. 

 

Secondariamente, il sindaco Gianni Papasso auspica che sia ripreso al più presto quel proficuo ragionamento sull'utilizzazione concordata dell'albergo che mesi or sono era stato iniziato col Vescovo del luogo Monsignor Francesco Savino e con l'Associazione Libera. E forse quest'ultima ci sembra la soluzione più ragionevole.

 

Eleonora Gitto

Ufficio Stampa - Sindaco Gianni Papasso

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