Al teatro di Cassano “Misantropia” di Ernesto Casella: la speranza di un giovane dissacratore

 Il 19 aprile è stato presentato al Teatro Comunale di Cassano all’Ionio il libro “Misantropia”, primo romanzo del giovane Ernesto Casella edito da Ferrari Editore. 

 

Davanti a un nutrito pubblico del romanzo dello studente cassanese Ernesto Casella hanno parlato Gianni Papasso, Sindaco di Cassano all’Ionio; la dottoressa Rossella Iuele, Assessore alla Cultura; Settimio Ferrari, editore del libro; Anna Liporace, Dirigente dell’I.I.S.S. di Cassano; Maria Giovanna Aloia, Docente di Lettere e Monsignor Francesco Savino, Vescovo della Diocesi cassanese. 

 

Dice il Vescovo Savino che ama il libro proprio come oggetto. “Un libro lo interroghi e t’interroga”. E come dargli torto. Del libro si ama tutto, persino il fruscio delle pagine e l’odore della carta. Dietro ogni libro, come ha detto il grande Umberto Eco, si nasconde una grande verità: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito, perché la lettura è una immortalità all’indietro”.

 

Ognuno di noi ha il suo approccio alla lettura. C’è chi va direttamente all’indice, chi vuole sapere tutto sull’autore prima di tuffarsi nelle pagine; chi ama leggere il testo sulla bandella e chi, invece, preferisce  leggere prima le critiche. Ma qualunque sia il primo contatto, la molla che spinge verso un libro, è sempre la curiosità. 

 

Quando si apre il libro di Ernesto Casella, la prima cosa che salta agli occhi è la dedica ad Alessandra. E già qui la curiosità inizia a salire: chi è Alessandra? Poi si va alla biografia: nato nel 1998 a Cassano all’Ionio dove vive e studia. 1998? Ebbene sì, il giovane Ernesto ha solo 19 anni. La curiosità continua a salire. Leggiamo che il ragazzo ha già al suo attivo anche la pubblicazione di alcuni libri di poesie, ha ottenuto  molti riconoscimenti letterari e diverse segnalazioni. Ma come? Se è poco più di un adolescente. Cominciamo a leggere incuriositi e, anche un po’ scettici. Poi però ci ricrediamo subito, forse già alla prima pagina o, addirittura ai primi periodi. Apprezziamo il modo diretto di entrare nella storia. Senza preamboli.

 

Il romanzo si beve d’un fiato. La vena malinconica ci piace. Il modo dissacrante di scrivere ci intriga. La storia insolita alla fine induce a riflettere, anche se lascia qualche domanda sospesa lì, tra i fiocchi vezzosi dei palchi e l’austero rosso drappeggio di quella “bomboniera” che è il Teatro Comunale di Cassano. 

 

La parola “pessimismo” è saltata fuori più di una volta durante l’interessante e illuminante dire degli egregi relatori. Ma più che pessimismo, come giustamente ha fatto rilevare qualcuno, si tratta di realismo. Di quel realismo asciutto, senza fronzoli di chi osserva e descrive in modo quasi asettico. Di quel realismo che parte dallo stato di cose presenti per arrivare ad aprire le porte alla speranza. 

Perché “Misantropia”. Per scoprirlo bisogna leggere il libro. Perché è stato scritto? Questa risposta, come scrive l’autore nell’ultima pagina, forse è tutta racchiusa nel titolo.

 

Ma il libro di Ernesto va letto anche per un altro  motivo, forse  molto più importante. In un momento in cui i mezzi di informazione sono sempre più interessati agli scoop piuttosto che alla verità, sempre più disposti a raccontare il peggio piuttosto che la normalità, “Misantropia” di Casella ci riporta alla stragrande maggioranza dei giovani che fanno il loro dovere nella scuola, nella famiglia e nella società. Ernesto con le sue poesie e il suo libro annienta la visione di una gioventù il cui animo è pieno solo di quel nichilismo distruttivo che non salva nulla, nemmeno amicizie e i rapporti familiari. Ernesto con la sua crudezza, la sua lucidità, vola alto e ci regala una lezione di vita che va al di là e al di sopra della semplice narrazione. Grazie, dunque, a questo figlio di Cassano per “Misantropia” e grazie al Sindaco Gianni Papasso, All'Assessore Rossella Iuele e all'Amministrazione tutta per avere la sensibilità, e la lungimiranza, di saper valorizzare questi figli. 

 

Eleonora Gitto

Giornalista - Staff Sindaco Gianni Papasso

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