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Luigi Incarnato: ingiusto lo scioglimento del Comune di Cassano All’Ionio

Luigi Incarnato della Direzione Nazione del PSI ed ex Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Calabria, all'indomani della decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere per "infiltrazione mafiosa" il Comune di Cassano All'Ionio, nell'esprimere vicinanza e solidarietà al Sindaco della cittadina calabrese Giovanni Papasso, in una nota scrive che dal suo punto di vista è stato: "ingiusto lo scioglimento del Consiglio", e poi conclude: "Papasso ama la sua Cassano".

 

"Quando si scioglie un Consiglio Comunale per mafia - scrive Incarnato - viene infangata l'immagine di una comunità. È un marchio sulla testa di ogni singolo cittadino ma soprattutto su quella del sindaco. Si crea un clima di paura. Nessuno più pensa di investire su quel territorio. Quindi c'è poco da festeggiare e chi lo fa, è solo una bestia. La battaglia politica si fa a viso aperto. Nel caso di Papasso non era facile contrastarlo sul piano politico. Io però penso che lo scioglimento "ingiusto" del Consiglio Comunale di Cassano, almeno dal mio punto di vista, apre un tema sulle procedure che va affrontato e spero risolto".

 

"In un paese civile non può mancare il contraddittorio. Infatti, sono curioso di leggere le motivazioni. Nessuno sì è potuto difendere. Solo interlocuzioni inattendibili. Il tempo darà ragione. 5 comuni in Calabria diventano un tema da affrontare per comprendere se gli strumenti di cui disponiamo sono veramente efficaci. L'istituto dello scioglimento è divenuto un atto che nella stragrande maggioranza, non elimina i cancri che esistono e spesso riconoscibili, ma alimenta fenomeni di destabilizzazione e aumenta la sfiducia nella rappresentanza democratica"

 

"Ormai - continua il dirigente del PSI - il nostro è uno Stato che ha articolazioni non più rispondenti alle nuove necessità, dove spesso il merito è drogato, mancando, di fatto, il beneficio del dubbio che è sempre utile per avvicinarsi alla verità. È difatti un atto amministrativo, dove possono esistere delle congetture. Io sono sempre propenso a pensare che le cose si possono consumare in perfetta buona fede, però sono altrettanto convinto che siamo di fronte a procedure da disbrigo pratiche e, spesso, anzi quasi sempre, la politica diventa ininfluente e non si può sottrarre a decisioni già assunte. In un’Italia come quella di Tortora tutto è possibile. La mia amarezza ancora una volta è che quando si consumano atti del genere si mette a rischio la cultura della legalità, si cancella la speranza, prevale il negativo. Io sono fiducioso che tutto sarà chiarito".

 

"Forse - conclude Luigi Incarnato - è stata scritta una pagina brutta: sciolto il Comune dove il sindaco lottava contro la mafia, dove soprattutto il Papa ha usato come palcoscenico mondiale per scomunicare la mafia. Un atto mai avvenuto nella storia. Papasso ama la sua Cassano ma credo che il prezzo che sta pagando e veramente alto".

 

Redazione

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