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Comune di Cassano All'Ionio, le motivazione di uno scioglimento assurdo

Pubblicate le motivazioni dello scioglimento del Consiglio Comunale di Cassano All'Ionio, Gianni Papasso: un castello di sabbia, un puzzle per cacciarci dal Comune, una gravissima ingiustizia!

 

"Finalmente - scrive Gianni Papasso - sono state pubblicate le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale e la mia "cacciata" per la seconda volta dal comune. E' triste, abominevole, soprattutto inquietante che prima dei diretti interessati le stesse siano state "passate" alla Gazzetta del Sud. Mi chiedo ci troviamo in uno stato di diritto? A parte il titolo forte e infame, cui peraltro la Gazzetta ci ha abituati da mesi, mi pare che non ci sia niente di nuovo e di eclatante rispetto a quanto già precedentemente scritto e annunciato nelle puntate rese dallo stesso giornale. E, a  proposito della Gazzetta, non riusciamo a capire le motivazioni di tanto accanimento negativo nei nostri confronti. Probabilmente, le stesse sono da ricercare nel fatto che il corrispondente locale è fortemente legato ai miei avversari politici. Infatti, è risaputo che lo stesso è stato anche portavoce elettorale dei miei competitors, sconfitti per due volte consecutive. In ogni caso, si registra una costante, preoccupante fuga di notizie, rispetto alla quale gli organi deputati farebbero bene a eseguire approfonditi accertamenti, a tutela della democrazia e dello Stato di diritto".

 

"Un castello di sabbia che sarà demolito senza nemmeno particolare impegno. Emerge che è stato costruito un puzzle per cacciarmi dal comune. Chissà quali sono le vere ragioni e motivazioni! Evidentemente, ero troppo ingombrante, davo troppo fastidio, mi sono opposto a tanti affari, con determinazione ho sgominato i "gruppi di potere" che gestivano tutte le sorti della città. Hanno tanto cercato, tanto indagato: l'unico atto di "mafiosità" che mi si attribuisce è l'aver partecipato a un funerale. Il sottoscritto per cultura e senso di solidarietà ha partecipato e partecipa quasi a tutti i funerali".

 

"Mi si addebita la partecipazione, insieme alle altre centinaia di persone, al funerale di una anziana signora, che conoscevo da quando ero in fasce, con la quale avevo un diretto, personale rapporto. Preciso che in occasione delle esequie della povera signora non rivestivo nemmeno la carica di sindaco della città. Mi meraviglia che non siano stati segnalati altri rappresentanti politici presenti a qual funerale! Certamente, agli atti non hanno trovato che il mio amato e defunto papà è stato arrestato perché illecitamente custodiva e nascondeva armi con matricole abrase.

Tra gli altri miserevoli addebiti, mi si contesta che ho aiutato i "poveri", con i cosiddetti “contributi assistenziali”. L'ho fatto e se ne avrò la possibilità continuerò a farlo".

 

"Provengo da una famiglia umile e disagiata, penso di potere dire con assoluta tranquillità che più degli altri posso comprendere la disperazione di chi, a volte, non ha nemmeno la possibilità di comprare un tozzo di pane. Ho aperto il comune agli "ultimi", ne sono fiero e orgoglioso".

 

"Per quanto concerne la "vicenda Hotel Sybaris", gli atti testimoniano la nostra limpida correttezza: il consigliere che ha reso dichiarazioni è l'esponente di minoranza Luciano Gaetani. Mi dispiace che chi ha redatto la relazione ha omesso di dire e scrivere che fui io stesso a informare, delle stesse, il Prefetto e la competente Procura della Repubblica. Tale spaccato, però, ci dice che queste potrebbero essere le vere ragioni che hanno indotto il signor Gaetani a dimettersi dal Consiglio Comunale".

 

"Sulla "questione Garofalo" non aggiungo altro di quanto già detto e spiegato; appena saputo della "interdittiva”, abbiamo fatto il nostro dovere, attivando tutti i meccanismi che la legge a riguardo prevede. Siamo andati anche oltre, per la tutela dell'immagine del comune abbiamo "cacciato" il congiunto dei titolari dell'impresa dalla presidenza del Consiglio Comunale"

 

"Insomma, tutto previsto e già commentato. I punti, pertanto, sono quelli di cui ho parlato con dovizia di particolari nella riunione del Consiglio Comunale del 27 ottobre, che lasciarono tutti sgomenti per la fragilità degli stessi in termini giuridici e amministrativi. È stata consumata una gravissima ingiustizia. Ne prendiamo atto. Ribadiamo, però, che difenderemo, non tanto noi, ma la città di Cassano da una terribile, inopportuna infamia, fino alla morte!".

 

"I nostri avvocati sono già al lavoro per l'azione di difesa giudiziaria in tutte le sedi, sia amministrative sia penali. Noi continueremo a camminare a testa alta, amando sempre e ancora più di prima, Cassano e i suoi cittadini. Aria netta non ha paura dei tuoni".

 

Gianni Papasso, Sindaco uscente di Cassano All'Ionio

 

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