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Papasso: dall'ingiustizia alla verità!

La Corte d’Appello di Catanzaro, con sentenza depositata in data 22.07.2019, confermando la decisione precedentemente assunta dal Tribunale di Castrovillari e, quindi, respingendo l’appello che avverso la stessa era stato proposto dall’Avvocatura dello Stato, ha sancito la candidabilità del Sindaco uscente di Cassano All’Ionio, Gianni Papasso.

 

Una decisione, quella in parola, che, ancora una volta, conferma che Gianni Papasso, nel suo agire amministrativo, non è stato in alcun modo condizionato dalla mafia, che non ha favorito le ‘ndrine, purtroppo, presenti sul territorio cassanese e che, ovviamente, non ha avuto alcun collegamento con ambienti malavitosi.

 

Una sentenza che, quindi, in maniera inequivocabile, esclude in capo al Papasso qualsivoglia forma di responsabilità in ordine allo scioglimento degli organi elettivi del Comune di Cassano All’Ionio per presunte infiltrazioni mafiose, avvenuto nel novembre 2017.

 

La Corte d’Appello di Catanzaro, inoltre, operando una valutazione attenta e scrupolosa delle condotte poste in essere dal Papasso nel corso della sua sindacatura, contribuisce a fare luce sull’ intera vicenda che ha condotto allo scioglimento del Comune di Cassano e riconduce nella giusta misura – e, soprattutto, in aderenza alla realtà- quei fatti che, lungi dal poter essere identificati come sintomatici del condizionamento mafioso dell’ Amministrazione, in realtà, si sono rivelati essere, sostanzialmente, il frutto di strumentalizzazioni precostituite, di presunzioni errate e di pregiudizi distanti dalla verità.

 

Ed infatti, pur non volendo riportare integralmente la sentenza, non si può fare a meno di sottolinearne gli aspetti maggiormente significativi.

 

In particolare, relativamente alle presunte “anomalie riscontrate in materia di urbanistica e gestione dei beni e dei terreni comunali nonché alla frammentazione degli interventi negli appalti di servizi e dei lavori di manutenzione dell’Ente pubblico”, oltre a riportarsi in toto alla decisione del Tribunale di Castrovillari, il Giudice d’Appello, opera una specificazione di fondamentale importanza: alcuni lavori e incarichi particolarmente attenzionati e valorizzati nella relazione prefettizia, poiché ritenuti estremamente rilevanti ai fini della dimostrazione del condizionamento mafioso del Comune di Cassano, venivano eseguiti e conferiti quando Papasso non era Sindaco!

 

Nello specifico, il Collegio catanzarese si sofferma sulla vicenda inerente l’ interdittiva antimafia a carico della Garofalo Group. A tal proposito, nella citata sentenza viene giustamente evidenziata, con dovizia di particolari, la verità dei fatti, vale a dire: “i contratti e gli incarichi riportati nella relazione prefettizia siano stati, in buona parte, instaurati o conferiti prima dell’insediamento del Consiglio Comunale a seguito delle elezioni del 5.6.2019”. Eppure, quando si è cercato- con carte alla mano-, di dimostrare tutto ciò, quando si è cercato di far emergere l’assoluta buona fede che ha contrassegnato l’operato amministrativo, l’evidenza dei fatti veniva, paradossalmente, stravolta ed interpretata in senso negativo per l’Amministrazione Papasso.

 

Così come, nessun valore veniva dato alla circostanza rappresentata dal fatto che, proprio a seguito di tale vicenda inerente la Garofalo Group, l’Amministrazione comunale dell’epoca, su impulso del Sindaco Papasso, procedeva alla rimozione dalla carica del Presidente del Consiglio comunale, congiunto dei titolari della predetta ditta- anch'esso, oggi dichiarato candidabile-, non già perché lo si riteneva responsabile di qualcosa ma, molto più semplicemente, per salvaguardare l’immagine dell’Ente e, ancor di più, per testimoniare un impegno concreto ed integerrimo nel rispetto delle leggi.

A tutto ciò, non veniva dato alcun valore!

 

Ed ancora, la sentenza certifica- ulteriormente-che Papasso non ha mai incontrato mafiosi, che la partecipazione al funerale di un’anziana signora- avvenuta, giova rammentare, quando Papasso non era Sindaco – va considerata come un gesto solidarietà tra concittadini e non già come atteggiamento emblematico della vicinanza ad ambienti controindicati.

Inoltre, la sentenza della Corte d’Appello, relativamente alla elargizione dei contributi assistenziali (rientranti in un più ampio ventaglio di iniziative volte al contrasto della povertà, messe in campo dalla disciolta Amministrazione)-fortemente criticata nella relazione prefettizia che ha condotto allo scioglimento del Comune di Cassano,- ribadendo il pronunciamento del Tribunale di Castrovillari e riconoscendo, quindi, la bontà di quanto abbiamo sempre affermato, statuisce: “l’esiguità della consistenza dei contributi medesimi e la varietà dei soggetti interessati al beneficio esclude ogni ragionevole sospetto di una loro finalizzazione alla soddisfazione di interessi criminali”.

 

Per dirla in altri termini e sinteticamente, la Corte territoriale ha affermato il principio che i fatti sintomatici del condizionamento mafioso non possono identificarsi con ipotetiche ed eventuali irregolarità od addirittura illegittimità amministrative, ma solo quelli che abbiano come destinatari o beneficiari soggetti aderenti o collegati ad organizzazioni criminali.-

 

Questi, sono solo alcuni “frammenti” della decisione della Corte d’Appello che, comunque, sono più che sufficienti a testimoniare che, in precedenza, a tutti i costi, si è voluto pretestuosamente sviluppare un giudizio fortemente negativo circa l’operato dell’Amministrazione Comunale guidata da Gianni Papasso al solo fine di pervenire allo scioglimento dell’Ente.

 

Questi sono solo alcuni “frammenti” che, dunque, dimostrano che se le attività investigative poste in essere nel Municipio fossero state più approfondite ed epurate da finalità “suggestionanti ed impressionanti” volte, esclusivamente, a sviluppare un convincimento negativo nelle Autorità deputate ad assumere la decisione in merito alla vicenda Cassano, molto probabilmente, oggi, la volontà popolare non sarebbe stata annullata ed il Comune di Cassano All’Ionio sarebbe guidato dalla compagine politica democraticamente eletta appena qualche mese prima dell’insediamento della Commissione d’Accesso, le cui risultanze, per l’appunto, hanno portato allo scioglimento dell’Ente.

 

É del tutto evidente, che alla luce di tale sentenza- alla quale si è giunti grazie all’impegno ed alla professionalità dell’Avvocato Vittorio Cavalcanti – il quale, avverto il dovere di evidenziare, oltre all’impegno difensivo, non mi ha fatto mai mancare la sua vicinanza ed il supporto morale- che, unitamente al Prof. Avv. Franco Scoca ed all’Avv. Antonio Senatore, ai quali va il mio più sentito, sincero e profondo ringraziamento, hanno, con passione e grande spirito di abnegazione, ineccepibilmente perorato le tesi difensive-, all’entusiasmo per il risultato positivo raggiunto non possono che legarsi anche il rammarico e la tristezza per quanto drammaticamente - e che, ora, possiamo affermare del tutto ingiustamente -verificatosi nei due anni appena trascorsi, nel corso dei quali si è dovuto registrare il massacro mediatico del Sindaco in primis e degli amministratori dell’epoca; nel corso dei quali forte è stata la sofferenza provata dai medesimi amministratori e dai loro familiari e, inoltre, ciò che più importa, nel corso dei quali v’è stata l’umiliazione di un intero territorio e di una popolazione che sta pagando un prezzo pesantissimo.

 

La "vicenda Cassano", pertanto, dovrebbe fungere da monito ed imporre al legislatore un rivisitazione complessiva della normativa sullo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose prevedendo, ad esempio, una forma di contraddittorio tale da consentire alle amministrazioni oggetto di accertamenti prefettizi, la possibilità di fornire le dovute spiegazioni in merito al proprio operato ed imporre alle commissioni d’accesso un obbligo di motivazione sulle osservazioni degli amministratori.

 

Questa "vicenda", inoltre, dovrebbe fungere da monito anche, e soprattutto, per coloro i quali – pur nella consapevolezza della correttezza dell’operato dell’Amministrazione Papasso, per meri e beceri scopi di natura politica (anche se la politica è ben altra cosa)- hanno - senza alcuno scrupolo per le persone degli amministratori e, cosa ancor più grave, senza rispetto per l’intera comunità cassanese, la quale ultima, giova ribadire ulteriormente, sta scontando la pena più pesante-, violentemente ed artatamente strumentalizzato quelle vicende che, come appena detto, sono state giudicate assolutamente prive di rilevanza ai fini della dimostrazione del condizionamento e/o dell’infiltrazione mafiosa. Tutto ciò, ad un solo fine: annullare il voto democratico; cacciare - per la seconda volta - Papasso dal Comune; distruggerne l’immagine calpestandone la dignità e ritornare, per la terza volta in sette anni, a nuove elezioni. Questo disegno è stato scientificamente perseguito, a qualunque costo e senza pietà. E, pur di pervenire a ciò, non si è riflettuto minimamente sulle gravissime conseguenze che si sarebbero riverberate a danno della Città di Cassano, la quale, attualmente, per come ampiamente prevedibile, versa in uno stato di completo abbandono e di degrado, sotto ogni punto di vista.

 

Questo è quello che, purtroppo, si è verificato! I cassanesi, e non solo, ne hanno perfetta consapevolezza! Però, per quanto doloroso e drammatico sia stato, questo appartiene al passato.

 

Ora, è tempo di rimboccarsi le maniche e, con nuovo slancio, lavorare sodo per recuperare il tempo inutilmente perduto; è tempo di sacrificarsi per restituire a Cassano la bella immagine che le è propria e che è distante anni luce da quella svilita e deturpata che, purtroppo, le si vuole appiccicare addosso; è tempo di restituire ai cittadini di Cassano una nuova speranza ed i servizi che gli spettano per diritto; è il momento di tendere- nuovamente- la mano ai più bisognosi e di alleviare le sofferenze economiche che, purtroppo, negli ultimi tempi, si sono acuite.

 

Oggi, non c’è più spazio per scontri inutili e pretestuosi, per rancori, per affermazioni ambigue e sospettose, per dichiarazioni sibilline, per infamie velate, per calunnie,per diffamazioni e cattiverie che tanto hanno nuociuto alla collettività.

 

Oggi, c’è bisogno di ristabilire la normalità democratica; c’è bisogno di svelenire il clima creatosi; c’è bisogno di pace e di concordia sociale; c’è bisogno dell’unità delle forze sane di Cassano.

 

C’è bisogno che tutte le forze politiche,pur nella diversità di opinioni e mostrando senso di responsabilità, unitamente agli attori Istituzionali, sappiano dialogare e confrontarsi per individuare percorsi di rilancio della Città di Cassano, che amo profondamente.

 

Il mio impegno sarà questo!

 

Gianni Papasso

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