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AMMINISTRATIVE 2019: CALUNNIE, CALUNNIATORI E SOCIETÀ “INCIVILE”

Le reiterate calunnie rivolte al candidato Sindaco Gianni Papasso, invitano a una doverosa riflessione generale. Possono ancora la calunnia, la diffamazione, la falsità, avere diritto di cittadinanza in una società che si definisce civile? Possono orientare l'opinione della gente in maniera determinante quando si tratta di scegliere, di decidere sul futuro di una comunità, di un consesso, di una nazione? Possono portare al massacro sistematico di una persona e della sua reputazione?

 

Sappiamo che sì, è possibile, e gli esempi sono innumerevoli: dal massacro morale e giudiziario di Enzo Tortora, alle ultime elezioni americane (vittima Hillary Clinton); dall'assurda polemica sulla nocività dei vaccini, allo storico pregiudizio razziale che ha portato alla condanna a morte di Sacco e Vanzetti.

 

Quando la bassezza morale, l'ignoranza e l'assenza di argomenti proseguono abbracciati sulla strada maleodorante della confusione e dell'inganno, a rimetterci non è solo la reputazione di una o più persone, ma la credibilità di un sistema. Questo succede spesso e volentieri anche fra le nostre quattro mura domestiche, dove sovente (e questa è la nostra colpa) agiamo per pregiudizi, per partito preso, senza valutare con un minimo di attenzione e obiettività.

 

La meschinità di coloro che mistificano e ingannano gioca proprio su questo: la superficialità e la mancanza di obiettività di molti di noi, comuni mortali. Se solo avessimo la capacità di giudicare dopo e non prima le persone (giudizio e non pregiudizio), e soprattutto sui fatti e non sulle dicerie, probabilmente avremmo posto solide basi per vivere in una società più solidale. E sicuramente migliore.

 

Eleonora Gitto

Giornalista - Webmaster

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