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GIANNI PAPASSO RIELETTO SINDACO DI CASSANO ALL’IONIO: UNA SCELTA, UN ATTO DI GIUSTIZIA

Gianni Papasso è il Sindaco: i cittadini per la terza volta mettono nelle sue mani il territorio di Cassano All’Ionio. 

 

Il 10 novembre a Cassano si è consumato un piccolo grande atto di giustizia. Non solo elezioni amministrative, non solo la scelta di un Sindaco e di un nuovo Consiglio Comunale, ma un atto di coscienza civile, ancor prima che politica. Quasi una nemesi: un giudizio e una scelta che passano per la coscienza della gente; la constatazione, bellissima, che la politica e la vita di una cittadina non possono essere ridotte all’arida scelta di un giudice, al sospetto elevato all'ennesima potenza, al fetore delle piccole e grandi invidie che si tramutano in vendetta, denuncia e quant'altro. Gianni Papasso è stato eletto, anzi ri-rieletto, Sindaco di Cassano All’Ionio.

 

La gente ha deciso a larga maggioranza e hanno perso coloro che non la pensano come Leonardo Sciascia: “Se tutto è mafia, nulla è mafia”. Costoro, gente e istituzioni, che lucrano sull'assioma che in Calabria (e non solo) comunque, e a prescindere, è tutto marcio, non hanno in realtà capito nulla. Non hanno la minima contezza che il danno che stanno facendo è quello del nichilismo, della paralisi: una mentalità corrotta, smentita ad ogni piè sospinto dai fatti.

 

Esiste, ed è forte, è vero, anche la mentalità criminale, mafiosa; ma esiste pure chi non si piega, chi si muove per combatterla; chi spende ogni giorno della propria vita a cercare di fare qualcosa di nuovo e di diverso. Nuovo che non è “nuovismo”, che non si chiama giustizialismo: si può essere nuovi e innovatori anche solamente cercando di portare a termine un impegno, un mandato, un incarico (sì, un incarico) ricevuto dalla gente; di là delle invidie e delle dicerie.

 

Ebbene Gianni Papasso c’è riuscito: è uscito indenne dai processi e ora si rimette in campo. Gli auguriamo non solo determinazione e concretezza, ma anche umiltà: che è il contrario dell’arroganza di chi pretende di essere portatore sano della "verità", forte di investiture politiche, statuali o divine che siano. Non c’è bisogno di tutto questo. Serve lavoro, vicinanza alla gente, competenza. Il malaffare si vince col senso del dovere e con la comprensione, attiva, dei problemi della gente, di una comunità.

 

Cassano ha deciso, in libertà e secondo legge. Signor Sindaco, sappia farla crescere insieme alla sua squadra, alla Giunta e al Consiglio. Sappia tenerne alto il nome. Anche per Enzo Tortora. Dove eravate rimasti?

 

Eleonora Gitto

Giornalista - Webmaster

 

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Commenti: 1
  • #1

    Giuseppina Stella (lunedì, 11 novembre 2019 12:47)

    Complimenti vivissimi , e speriamo nella rinascita di Marina di Sibari