Comunità Terapeutica “Il Mandorlo”: il bello che cura. il Sindaco Papasso alla presentazione del nuovo programma

La Comunità “Il Mandorlo” ha presentato oggi, 15 giugno, il nuovo programma terapeutico-riabilitativo. All'evento ha partecipato anche il Sindaco di Cassano All’Ionio, Gianni Papasso.

 

Esattamente il 24 febbraio 2015 nasceva a Cassano la Comunità Terapeutica Riabilitativa “Il Mandorlo”, mentre il DCA per l’accreditamento regionale è stato firmato in data 8 febbraio 2017.  La sede della comunità è quella della ex Saman e si trova nella Contrada Laccata di Lauropoli, una frazione di Cassano. 

 

Si tratta di comunità terapeutica per problemi di dipendenze che utilizza un bene confiscato alla mafia e si prende cura di persone che provengono da percorsi di vita segnati da differenti tipi di dipendenza: alcol, eroina, cocaina, altre droghe e gioco d’azzardo patologico. Grazie alla sensibilità e alla grande professionalità degli operatori, persone più o meno giovani che si trovano in situazioni di grave disagio, possono sperare non solo in una guarigione ma anche in un reinserimento nella società. 

 

“Il Mandorlo” ai suoi tanti elementi qualificanti aggiunge anche la doppia diagnosi. Nonostante quest’ultima in Calabria sia assente, i professionisti della comunità cassanese prendono in carico anche utenti in comorbilità psichiatrica, ovviamente ciò avviene sempre in seguito alla richiesta congiunta dei Ser.T. (Servizio Tossicodipendenze) e dei CSM (Centri di Igiene Mentale) chiamati a effettuare la diagnosi di competenza. 

 

La comunità è destinata ad accogliere 30 adulti. Al momento ne ospita 16. Stamattina il Sindaco Papasso è stato accolto dalla Responsabile e Presidente della struttura, Dott.ssa Fiammetta De Salvo; dall’Assistente sociale Dott.ssa Bambina Cavallo; dagli psicoterapeuti Dott.ssa Sconza Antonietta e Dottor Biagio Frasca. Presenti all'evento anche rappresentanti di altri Ser.T e di diversi CSM della Calabria.

 

“È trascorso un trentennio da quando abbiamo fatto una grande battaglia per destinare questa struttura, confiscata al boss dell’epoca che imperava sul territorio, a fini sociali” – afferma il Sindaco Papasso nel suo saluto.

 

“Siamo stati dei pionieri in questo senso, perché questo è stato uno dei primi beni confiscati. E dobbiamo dire grazie all'Amministrazione di quegli anni che ci ha creduto prima ancora che ci fosse una legge che sancisse il principio di destinare i beni confiscati a scopi sociali. Ricordo che all'epoca – continua il Sindaco – a Cassano venne il compianto Ministro Vassallo che fu entusiasta della decisione tanto che trasformò la nostra iniziativa locale in un intervento nazionale. Oggi “Il Mandorlo” prende il posto dell’ex Saman, la quale ha avuto problemi ma anche validissimi professionisti che hanno lavorato sodo e bene”.

 

“Vorrei anche ricordare, senza polemica alcuna ma solo per raccontare i fatti, che quando fui eletto Sindaco, trovai una vertenza di cui nessuno si occupava perché la Saman era morosa nei confronti dell’Ente. Ma anche la Saman aveva un nobile fine sociale, perciò siamo intervenuti e, legge alla mano, abbiamo sanato anche questa situazione. Oggi il Comune mette a disposizione gratuitamente a “Il Mandorlo” le sue strutture proprio perché la finalità della comunità è in piena sintonia con la linea politica dell’amministrazione che mi onoro di guidare, la quale vuole una Cassano città dell’accoglienza, una Cassano città che vuole fare delle sue politiche sociali una bandiera, un modello da esportare oltre i confini comunali”.

 

Dopo gli interessanti interventi dei relatori dei dottori De Salvo, Sconza e Frasca, gli operatori hanno accompagnato gli ospiti presenti a visitare la struttura. 

 

Anche al visitatore meno attento non è potuto sfuggito che la Comunità “Il Mandorlo” ha scelto di impostare il proprio lavoro nell’ottica di un alto livello di qualità. E il primo passo in questa direzione è il confort. Immersa nel verde con lo sguardo che si perde nella Piana di Sibari sottostante e arriva al mare, la comunità sfoggia con orgoglio un giardino curato,  stanze linde, studi confortevoli, angolo lettura e relax attrezzato con morbidi divani, una stanza della meditazione efficiente, una palestra, un orto coltivato. Tutto questo è il segno tangibile di una gestione efficace e competente che sa bene come integrare la dimensione di gruppo, l’aspetto della residenzialità e della quotidianità, con gli interventi terapeutici e riabilitativi.

 

“Il bello cura”, afferma la Dottoressa Sconza nel suo intervento. E se avevamo qualche dubbio in merito, dopo aver visitato “Il Mandorlo”, ne abbiamo acquisito la certezza.  

 

Eleonora Gitto

Giornalista - Webmaster

Staff Sindaco Gianni Papasso

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